Air Berlin non paga le tasse, l’aeroporto islandese blocca l’aereo

Quando una società fallisce accade spesso che i creditori tentino in tutti i modi di rientrare all'ultimo momento, almeno in parte, dei soldi dovuti accanendosi su bei mobili e immobili, ma quando avvenuto all'aeroporto islandese di Keflavik, vicino alla capitale Reykjavik, è singolare. Le autorità aeroportuali del posto, infatti, hanno deciso con un'azione repentina e senza precedenti di prendere letteralmente in ostaggio un velivolo della compagnia aerea tedesca in fallimento Air Berlin, chiedendo in cambio il pagamento dei canoni aeroportuali dovuti.
Da giorni quindi un Airbus A320 della Air Berlin è fermo su un piazzale dello scalo sorvegliato a vista e senza nessuna possibilità di decollo. Il blitz è scattato a sorpresa venerdì quando quello che sarebbe stato uno degli ultimi voli della compagnia è atterrato in Islanda. Al momento di ripartire, però, l'aereo è stato bloccato dal rifiuto di rilasciare il permesso di decollo da parte dell'Isavia, cioè l'autorità islandese del traffico aereo. I passeggeri in attesa sono stati fatti imbarcare dopo diverse ore sull'aereo di un'altra compagnia mentre l'aereo è rimasto sul posto.
Gli islandesi pretendono da Air Berlin il pagamento di tutti i diritti aeroportuali dovuti prima del fallimento spiegando che da molti mesi era in corso il tentativo di rientrare dei soldi. La compagnia dal suo canto nega, assicurando di aver pagato tutto prima del fallimento e che eventuali pagamenti ulteriori dovuti devono essere appositamente richiesti da Isavia. “Da venerdì abbiamo intimato alle autorità aeroportuali islandesi di lasciar decollare il jet, questo divieto di decollo è assolutamente illegale”, ribadiscono da Air Berlin. Per il momento però l'aereo rimane al suo posto e senza soldi non si muoverà.
