Il taglio del cuneo fiscale è una delle misure su cui il governo ha basato la legge di Bilancio che presto dovrebbe passare all’esame del Parlamento. Una riduzione delle tasse in busta paga che riguarderà circa 15 milioni di lavoratori. La novità, riportata da la Repubblica, è sulla cifra che entrerà nelle tasche degli italiani e anche sulla modulazione del bonus. Il bonus consisterà in poco più di mille euro l’anno e potrebbe entrare in vigore già da maggio, riguardando tutti i lavoratori con redditi non superiori ai 35mila euro. In totale si tratta di un investimento da 16 miliardi di euro in tre anni, con 15 milioni di lavoratori che vedranno una riduzione delle tasse in busta paga.

Le indicazioni fornite dai tecnici del ministero dell’Economia che lavorano al decreto e riportate da Repubblica riguardano il fondo da tre miliardi per il 2020 previsto dalla manovra. L’idea è quella di garantire un bonus medio di mille euro per i redditi dagli 8.174 ai 35mila euro. Si tratterebbe di una media mensile di 85 euro a testa. Il bonus andrebbe anche a chi non prende gli 80 euro di Renzi, ovvero chi ha redditi tra i 26.600 e i 35mila euro: si tratta di 4,5 milioni di lavoratori. L’altro obiettivo del taglio del cuneo fiscale è quello di superare, come cifra, il bonus Renzi che consiste in 80 euro mensili e 960 annuali, riguardando dieci milioni di persone.

Cosa succede a chi prende gli 80 euro

Per chi riceve già il bonus Renzi ci dovrebbe essere un piccolo aumento della cifra ora percepita. Un aumento di circa 40 euro annui, tra i 3 e i 5 al mese, per salire da 960 a mille euro annui, come avverrà anche per chi ha un reddito superiore ai 26.600. Da quella cifra si dovrebbero prendere sempre mille euro, con una possibile riduzione graduale a partire da chi percepisce 33mila euro. E un annullamento per chi ne guadagna 35mila o più. Rimangono invece fuori gli incapienti, ovvero coloro i quali sono sotto la fascia di reddito di 8.174 annui: non potranno beneficiare del taglio del cuneo fiscale, ma in questi casi si punta a intervenire con il reddito di cittadinanza.

Taglio del cuneo fiscale, le modalità

Ad oggi il bonus degli 80 euro è un credito Irpef riconosciuto dal datore di lavoro che lo anticipa in busta paga e poi lo recupera attraverso l’F24, con una deduzione delle imposte a debito. Con il nuovo bonus l’idea a cui si sta lavorando è quella di trasformare la misura in una deduzione speciale, da aggiungere a quelle per figli e lavoro dipendente. Ad oggi gli 80 euro figurano nel bilancio statale come spesa, ma con questa trasformazione diventerebbe una riduzione della pressione fiscale. Il decreto dovrebbe arrivare subito dopo la manovra e la novità è che l’erogazione potrebbe essere anticipata già a maggio, prima delle regionali previste proprio tra maggio e giugno.