Safilo, prima fabbrica italiana di occhiali, fondata nel 1878, ha presentato il piano industriale per il periodo 2020 – 2024, un piano che però non riserva buone notizie per i lavoratori visto che prevede 700 esuberi già nel prossimo anno.  Il gruppo dell'occhialeria ha motivato la decisione spiegando che l'uscita delle licenze del lusso Lvmh rende necessario l'avvio di un piano di riorganizzazione e ristrutturazione industriale, che risponda al nuovo sistema produttivo che l'azienda si troverà presto a dover gestire, con il conseguente riallineamento delle proprie strutture. Safilo, che prevede di chiudere l'esercizio 2019 in sostanziale stabilità rispetto al 2018, ha tagliato le stime sui ricavi dell'anno prossimo. Per il 2020, il gruppo prevede ricavi netti tra 960 milioni e un miliardo di euro, rispetto al target tra 1 e 1,02 miliardi comunicato il 2 agosto 2018, e un margine Ebitda adjusted (prima dell'applicazione dell'Ifrs 16) a circa il 6% delle vendite rispetto al precedente obiettivo di 8%-10%.

Safilo ha quindi annunciato che 700 lavoratori verranno licenziati e che, di conseguenza, è stata avviata una trattativa con i sindacati. Il gruppo chiuderà del tutto lo stabilimento di Martignacco (Udine), in cui operano circa 250 operai e impiegati. Altri 400 esuberi sono previsti nello stabilimento di Longarone (Belluno) che vedrebbe quasi dimezzato l'attuale organico di 900 addetti; gli ultimi 50 esuberi riguardano la sede padovana, mentre i tagli non interesserebbero la sede veneziana di Santa Maria di Sala. In sostanza, l'azienda manderà a casa quasi un dipendente su quattro sul totale dei 2.600 lavoratori e lavoratrici.

La decisione del gruppo industriale verrà contestata da Filctem Cgil, Femca Cisl, UIltec Uil, che hanno dichiarato lo stato di agitazione in tutti gli stabilimenti Safilo, con il blocco immediato degli straordinari e di qualsiasi altra flessibilità oraria, programmando uno sciopero generale di tutto il gruppo per l'intera giornata di domani, 13 dicembre. Da oggi, si legge in una nota dei sindacati, sarà aperta una campagna di assemblee, in tutti i posti di lavoro del gruppo, dove assieme ai lavoratori saranno decise ulteriori iniziative da adottare, che ci portino alla massima tutela di tutti i lavoratori occupati in Safilo mantenendo le condizioni socio-economiche dei territori interessati.