Nuovo crollo delle borse asiatiche, Pechino sospende il ‘circuit breaker’

UPDATE – Pechino sospende il ‘circuit breaker' – A seguito della chiusura dei mercati cinesi, le autorità di Pechino hanno annunciato la sospensione a partire da venerdì del meccanismo del ‘circuit breaker', cioè il meccanismo che in Cina prevede una chiusura anticipata delle contrattazioni quando l’indice di Borsa sale o scende sale o scende di più del 7 per cento. L'obiettivo originario era quello di ridurre gli sbalzi, ma Pechino alla fine si è accorto che lo strumento ha portato praticamente agli effetti opposti, tanto che le stesse autorità hanno ammesso che "non ha funzionato come previsto".
Nuovo drammatico crollo delle Borse asiatiche. L’agenzia di stampa ufficiale Xinhua ha riferito giovedì che le contrattazioni a Shanghai e Shenzen sono state sospese per la giornata. I prezzi dell'indice CSI 300 sono crollati di oltre il 7 per cento nei primi 30 minuti di negoziazione. In particolare Shanghai cedeva il 7,32%, mentre lo Shenzhen era arrivato addirittura a cedere l'8,35%. Per la seconda volta in una settimana la Cina sospende le contrattazioni in tutte le piazze. La prima volta è accaduto lunedì scorso, quando il crollo è stato provocato anche dal dato negativo relativo alla manifattura cinese. Anche ieri è stata una giornata nera per le borse di tutto il mondo: le turbolenze dei mercati asiatici hanno trascinato con sé tutte le principali piazze europee. Milano è stata maglia nera in Europa con una chiusura a -2.67%.
Pechino svaluta lo yuan – A provocare il tonfo odierno dei listini è stata la svalutazione dello yuan, al livello più basso raggiunto dal 2011, decisa a sorpresa da Pechino. La svalutazione si inserisce in un quadro di rallentamento della crescita cinese e si somma alle tensioni geopolitiche: la tensione tra Iran e Arabia e anche il test nucleare della Corea del Nord. Dopo il lunedì nero, si annuncia oggi una possibile nuova ondata di crolli anche per le piazze europee e per Wall Street. Hong Kong perde oltre il 3%. Tokyo ha chiuso con il Nikkei a -2,33% la sua quarta seduta consecutiva in rosso. Continua anche la discesa del prezzo del greggio: nella piazza di New York è ai minimi dal 2009 e un barile viene contrattato a meno di 35 dollari.