La legge di Bilancio introduce sgravi al 100% per le aziende che assumono una donna. Una misura che va di pari passo con gli incentivi messi in campo per sostenere l’imprenditoria femminile. Lo sgravio contributivo per le donne viene introdotto dall’articolo 5 della manovra, stando a una bozza che circola in queste ore. Per il biennio 2021-2022 si prevede, in via sperimentale, l’esonero contributivo per le assunzioni di lavoratrici donne effettuate nel biennio.

Lo sgravio contributivo per chi assume donne

In particolare lo sgravio per le assunzioni al femminile viene “riconosciuto nella misura del 100%, nel limite massimo di importo pari a 6mila euro annui”. Le assunzioni a cui si fa riferimento nella manovra “devono comportare un incremento occupazionale netto calcolato sulla base della differenza tra il numero dei lavoratori rilevato in ciascun mese e il numero dei lavoratori mediamente occupati nei dodici mesi precedenti”. Per fare questo calcolo vengono fornite anche le indicazioni per calcolare i dipendenti con contratto di lavoro a tempo parziale.

Il fondo per l’impresa femminile

Un altro articolo della manovra è dedicato all’istituzione, presso il ministero dello Sviluppo economico, del Fondo a sostegno dell’impresa femminile. Uno strumento che finanzia le iniziative imprenditoriali e le azioni di promozione dei valori dell’imprenditoria “tra la popolazione femminile”. La misura viene messa in campo partendo dai dati internazionali e nazionali, che dicono che sono ancora poche le donne che creano un’impresa o avviano una start-up, come si legge ancora nella bozza della manovra. Viene inoltre istituto presso il Mise il Comitato impresa donna, che dovrà attualizzare le linee di indirizzo per destinare le risorse del fondo, formulare raccomandazioni e occuparsi della redazione della relazione annuale (oltre che di analisi e statistiche) da presentare al Parlamento. La partecipazione al comitato sarà gratuita, senza compensi o rimborsi previsti.

Decontribuzione al Sud fino al 2029

Per contenere gli effetti della crisi causata dall’emergenza Covid, il governo punta a prorogare fino al 31 dicembre 2029 la decontribuzione per le assunzioni al Sud, ma con misure diversificate e un calo progressivo degli incentivi negli anni. Per i contributi versati fino al 31 dicembre 2025, il taglio sarà del 30%. Per il 2026 e il 2027, poi, si scende al 20%. Infine, nel 2028 e 2029 la decontribuzione sarà al 10%.