Nonostante la situazione di stallo e la mancanza di un governo, l’occupazione in Italia fa registrare segnali positivi, che arrivano soprattutto da quella giovanile. La disoccupazione giovanile a marzo, infatti, scende al 31,7%, lo 0,9% in meno rispetto al mese precedente. Si tratta del tasso più basso di disoccupazione per la fascia d’età che va dai 15 ai 24 anni fatto registrare dal dicembre del 2011. Stabile, invece, il tasso di disoccupazione che si attesta all’11%, rimanendo sui valori più bassi dal settembre 2012 ma 5 punti percentuali meglio rispetto alle cifre pre-crisi. Aumenta, invece, la stima delle persone in cerca di occupazione: lo 0,7% in più su base mensile. In calo, su base annuale, i disoccupati: ora sono 2 milioni e 865mila, il 4% in meno. Sono questi i principali numeri emersi dai dati provvisori pubblicati dall'Istat su occupazione e disoccupazione.

Aumenta di 62mila unità la stima degli occupati, con un aumento dello 0,3%. E l’incremento maggiore viene registrato nella fascia di età che va dai 15 ai 34 anni, con ben 68mila unità in più. In crescita soprattutto i lavoratori indipendenti (+56mila), in contrasto con la diminuzione della stessa categoria fatta segnare nei primi due mesi dell’anno. Crescono anche i dipendenti a termine (+8mila) mentre sono leggermente in calo i permanenti (-2mila).

Scende il tasso di inattività, ovvero la quota di persone che non hanno un lavoro e non lo cercano. Ora siamo al 34,3%, il dato più basso dall’inizio delle serie storiche del 1977. In cifre assolute, il numero scende di più di 100mila unità in un solo mese. Il tasso di occupazione, salito al 58,3% a marzo, è al livello più alto da ottobre del 2008. Gli occupati sono 23 milioni e 134mila, cifra più alta da luglio del 2008.

La crescita dell’occupazione è dovuta soprattutto alla componente maschile, mentre per le donne si registra un lieve calo dopo l’aumento dei mesi precedenti. La disoccupazione cresce tra le donne e tra i 35-49enni, registra ancora l’Istat. Per quanto riguarda l’aumento degli occupati, la crescita riguarda sia uomini che donne e interessa esclusivamente i lavoratori a termine. Crescono, in particolare, gli occupati ultracinquantenni e i 15-34enni.