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L’Europa boccia l’etichetta “a semaforo” inglese: “Penalizza i prodotti tipici e il made in Italy”

L’etichetta segnalava con il bollino rosso i prodotti contenenti troppi grassi. Così, paradossalmente, l’olio extravergine d’oliva veniva bocciato ma le bibite gasate senza zuccheri promosse a pieni voti…
A cura di D. F.
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Stop al sistema di etichettatura "a semaforo" adottato nel Regno Unito: l'ha stabilito la Commissione Europea, che ha aperto una procedura di infrazione nei confronti del governo britannico, responsabile di una pratica non corretta di comunicazione: le etichette apportate sui cibi infatti indicavano, con un vollino rosso, gli alimenti "non salutari", senza limitarsi invece a segnalare quelli da consumare con moderazione. Secondo i commissari europei il governo londinese ha "due mesi per rispondere ai rilievi formali sollevati dalla Commissione nei confronti del sistema di etichettatura alimentare inglese, con l’invio di una lettera di messa in mora, prima tappa della procedura di infrazione al Trattato Ue". Secondo la Commissione Europea la modalità di etichettatura mette in pessima luce alcune delle eccellenze italiane, dai formaggi ai prosciutti Dop agli oli d’oliva a prima spremitura a freddo.

Il portavoce del commissario Ue all’industria Ferdinando Nelli Feroci ha spiegato: "Ci preoccupa il fatto che il sistema di etichettatura potrebbe rendere più difficoltosa la commercializzazione di certi prodotti e di ostacolare o impedire gli scambi tra Paesi dell’Ue. Questo carattere implicito del sistema in certi casi potrebbe creare un’errata idea presso il consumatore. Per questo motivo la Commissione Ue ha deciso di richiedere chiarimenti avviando un primo avvertimento formale a Londra".

L'iniziativa della Commissione Europea è stata approvata da Coldiretti, che ricorda come la procedura di infrazione salvi alcuni prodotti tipici italiani: dal Grana Padano al Parmigiano, passando per altri formaggi locali, olio e salumi: "L’obiettivo del semaforo era quello di diminuire il consumo di grassi, sali e zuccheri ma non basandosi sulle quantità effettivamente consumate bensì sulla generica presenza di un certo tipo di sostanze. L'etichetta finisce per escludere paradossalmente dalla dieta alimenti come l’olio extravergine d’oliva e promuovere, al contrario, le bevande gassate senza zucchero,fuorviando i consumatori rispetto al reale valore nutrizionale".

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