Gli azionisti di Nuovo Trasporto Viaggiatori (NTV), la società dei treni Italo, hanno accettato l’offerta di acquisto che era arrivata alcuni giorni fa da parte del fondo di investimenti americano Global Infrastructures Partners (GIP). L’offerta di GIP era stata ritoccata verso l’alto arrivando a circa 2 miliardi di euro (con precisione 1,980 miliardi di euro). Nella tarda serata di mercoledì il consiglio di amministrazione di Italo ha deciso, dopo circa sei ore di discussione, di accettare. La decisione di vendere interromperà di fatto il processo di quotazione in borsa della società di cui si parlava da qualche mese.

Cosa prevede l'offerta – L'offerta prevede che la sottoscrizione del contratto di compravendita, la cui esecuzione (closing) è condizionata dal via libera dell'Antitrust, avvenga entro l'11 febbraio. Stamane si riunisce nuovamente il consiglio di amministrazione per iniziare le procedure, tra cui quella per il ritiro della domanda di quotazione a Piazza Affari. È inoltre previsto che gli attuali azionisti di Italo incassino il dividendo di 30 milioni deliberato dall’assemblea della società e che la stessa sostenga le spese per l’interrotto processo di quotazione fino a un massimo di 10 milioni. Inoltre per gli azionisti attuali è prevista la possibilità di reinvestire fino a un massimo del 25% dei proventi che arrivano dalla vendite.

L'intervento del Governo – Lo sbarco in Borsa era la soluzione auspicata dal Governo che nella giornata di mercoledì era intervenuto sulla vicenda. “La quotazione in Borsa di Italo-Ntv rappresenterebbe il perfetto coronamento di una storia di successo”, avevano detto il Ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda e il Ministro dell'Economia e delle Finanze Pier Carlo Padoan, aggiungendo che comunque “è molto positivo che vi sia un grande interesse da parte di potenziali investitori su Ntv”.