Italia promossa con riserva dall’UE: “Attui riformi e risolva buco su pensioni”

Pubblica amministrazione, competitività, banche, fiscalità, lavoro ed educazione. Sono i sei settori oggetto delle ‘raccomandazioni' per l’Italia che la Commissione Ue varerà domani mercoledì 13 maggio. Bruxelles dovrebbe approvare anche un monitoraggio ‘intenso' dei conti per valutare l'impatto della sentenza della Consulta sulle pensioni, con la bocciatura del blocco della rivalutazione previsto nella riforma Fornero del 2011. Si tratta di raccomandazioni nell'ambito del coordinamento delle politiche economiche indirizzate a tutti gli Stati membri che non si trovino sotto programma di assistenza. Una volta che saranno approvate dal consiglio Ecofin, diventeranno vincolanti per i governi a cui sono indirizzate. osservano fonti europee, "sono in linea con il piano di riforme presentato dal governo".
La grana pensioni dopo la sentenza della Consulta
L'Italia può essere considerata "eleggibile" per la clausola delle riforme richiesta per il 2016 a condizione che "attui adeguatamente le riforme concordate che saranno monitorate", dice la Commissione UE. Il nostro Paese “ha ritrovato credibilità – si dice ai piani alti della Commissione – grazie a un percorso avviato mesi fa" e ora ci si attende che vada avanti sulla strada del risanamento dei conti come previsto. Ma deve intervenire per “compensare appropriatamente” l’impatto della sentenza della Corte costituzionale sul blocco della rivalutazione delle pensioni. E deve farlo in modo da “assicurare che l’Italia resti nel braccio preventivo del Patto, che sia rispettato il ‘margine di sicurezza’ sul deficit, che l’’obiettivo di medio termine’ sia raggiunto in quattro anni”. Si legge nel documento che "alla luce delle nuove informazioni dopo la sentenza sulle pensioni, un rapporto sul debito (126,3) potrebbe essere più in là considerato necessario. In attesa di questo e di altri chiarimenti le conclusioni di febbraio (che promuovevano l'Italia, ndr) possono essere considerate valide".
Critiche al sistema bancario e taglio spesa
Qualche critica, poi, sui tagli alla spesa: "Solo passi limitati sono stati ottenuti verso un miglioramento duraturo dell'efficienza della spesa pubblica, e la spending review non è ancora parte dell'esercizio a lungo termine", scrive Bruxelles. Spazio poi al sistema bancario con una richiesta: "Introdurre entro fine 2015 misure vincolanti per affrontare le restanti debolezze nella governance delle banche, in particolare le fondazioni, e prendere misure per accelerare la riduzione dei crediti deteriorati". Ma Bruxelles ci chiede di portare a termine celermente la riforma costituzionale e di accelerare la modernizzazione della pubblica amministrazione.