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Immigrati: in Italia oltre 5 milioni di regolari, versano 8 miliardi di contributi l’anno

I dati del Dossier Statistico Immigrazione 2015: quasi lo stesso numero degli italiani all’estero.
A cura di Antonio Palma
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L'Italia si conferma uno dei Paesi europei che più attira l'immigrazione con una incidenza degli stranieri sulla popolazione residente superiore al valore medio del Vecchio continente, anche se con una particolarità. Il numero di migranti regolari sul nostro territorio infatti ormai si avvicina sempre di più a quello degli italiani emigrati all'estero. È quanto segnala il Dossier Statistico Immigrazione 2015, presentato oggi a Roma e curato da Idos insieme alla rivista interreligiosa “Confronti” e in collaborazione con l’Unar (Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali). Il popolo dei "nuovi italiani" infatti oggi è composto da 5.014.000 persone, che diventano 5 milioni e 421mila includendovi anche i soggiornanti non comunitari in attesa di registrazione anagrafica, mentre gli italiani emigrati all'estero invece sono arrivati a quota 4 milioni 637mila.

Secondo i dati del report, nel 2014 sono sbarcate in Italia oltre 170mila persone, tra richiedenti asilo e migranti economici, con un incremento di 92mila persone rispetto all'anno precedente, mentre i cittadini italiani all'estero sono aumentati di 150mila. L'incidenza degli stranieri sulla popolazione residente quindi è arrivata all'8,2%. Nel 2014 gli stranieri intercettati dalle forze dell'ordine in condizione irregolare invece sono stati 30.906 e di questi il 50,9% è stato effettivamente rimpatriato (15.726). Nel dettaglio, gli stranieri residenti in Italia per la maggior parte sono europei: oltre 2,6 milioni infatti provengono dal Vecchio Continente, mentre poco meno del 30% provengono da un Paese dell'Ue. La comunità più numerosa è quella romena (1.131.839), seguita dai cittadini dell'Albania (490.483), del Marocco (449.058), della Cina (265.820) e dell'Ucraina (226.060). La provincia di Roma è al primo posto tra le province italiane con oltre 520 mila stranieri residenti a fine 2014, il 10,4% del totale nazionale.

Come segnala il report, si tratta di una comunità non omogenea ma che in generale mostra una forte tendenza all’insediamento stabile. Nonostante la crisi che pure ha pesato, gli occupati stranieri nel 2014 infatti sono circa 2,3 milioni, più di un decimo degli occupati complessivi, e il bilancio economico dovuto alla loro presenza è positivo. Le entrate fiscali e previdenziali ricollegabili ai lavoratori immigrati infatti sono state pari a 16,6 miliardi di euro, mentre il totale delle uscite sostenute nei loro confronti è stato di 13,5 miliardi con un saldo positivo di 3,1 miliardi di euro. Secondo l'Inps hanno versato circa 8 miliardi di contributi l'anno ma, non riuscendo tutti a maturare il diritto alla pensione, si stima abbiano lasciato nelle casse previdenziali oltre 3 miliardi di euro improduttivi di prestazioni. Il loro lavoro nel 2013 è stato pari all'8,8% del Pil del Paese.

Anche sul piano dell'istruzione, dei quasi 1,1 milioni di minori stranieri, sono stati 814.187 gli iscritti a scuola nell’anno scolastico 2014/2015 con un aumento dell'1.4% che porta gli stranieri al 9,2% del totale degli studenti. Nelle università invece gli iscritti stranieri incidono per il 4,2%, un valore che scende al 3,3% tra i laureati. Infine anche sul fronte dei reati nelle periodo 2004-2013 le denunce contro gli stranieri sono diminuite del 6,2%, mentre quelle contro gli italiani sono aumentate del 28%.

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