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Il documento Renzi-Gozi all’Ue: priorità sono lavoro e crescita

Ecco i punti principali del documento che il governo italiano ha presentato al presidente del Consiglio europeo Herman Van Rompuy in vista del vertice Ue del 26-27 giugno. Dal documento emerge la necessità di incoraggiare le riforme strutturali a livello nazionale come pilastro della nuova agenda politica europea.
A cura di Susanna Picone
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Il governo italiano guidato da Matteo Renzi ha consegnato al presidente del consiglio europeo Herman Van Rompuy un documento in vista del vertice Ue del 26 e 27 giugno a Bruxelles. Si tratta di un documento in cui si chiede “un uomo inizio” per l’Europa, in cui si chiede di incoraggiare “le riforme strutturali a livello nazionale” e si chiede anche un presidente della Commissione che sia “audace e innovativo”. Il documento in inglese si apre con una citazione da “La vita nuova” di Dante Alighieri su “Nomina sunt consequentia rerum”. Per il governo italiano – si legge – è arrivato il tempo di ripensare una più efficace strategia politica “per riportare la crescita, creare posti di lavoro e promuovere la coesione”. “Le riforme sono il principale motore della crescita, in particolare se lo sforzo è compiuto con ampio consenso a livello nazionale e insieme con altri Paesi”, così nel testo messo a punto dal sottosegretario agli Affari Europei, Sandro Gozi, su delega del premier Matteo Renzi. Il governo elenca dunque una serie di priorità: la prima è quella di “ripensare a mente fresca la strategia più efficace per ripristinare la crescita, creare occupazione e promuovere la coesione”. Questo è anche “il modo migliore di migliorare la sostenibilità dei conti pubblici”.

Il governo italiano propone una serie di priorità per le politiche dell'Ue

“Negli ultimi anni – si legge ancora nel testo – c'è stato un drammatico calo negli investimenti sia pubblici che privati a fronte di una incertezza macroeconomica complessiva e ad una frammentazione del mercato. Al fine di aumentare la crescita dell'Unione europea nel suo complesso, questa tendenza va invertita con una serie di iniziative volte a finanziare la crescita che includano settori come l'energia e l'agenda digitale”. Si legge anche del ruolo che l’Unione Europea deve avere nel mondo e si fa riferimento alla crisi Ucraina che “ha dimostrato sia il potenziale dell'Europa come attore chiave sullo scenario internazionale sia quanto sia necessario rafforzare la leadership europea nel mondo”. L'Europa deve dunque essere più ambiziosa nell'affrontare le sfide regionali e globali. Il riferimento nel documento va anche, come si diceva, al nuovo presidente della Commissione europea che “dovrà essere audace e innovativo, pronto a difendere le prerogative della Commissione ma anche a guardare negli occhi i Capi di Stato. Deve esigere il rispetto delle regole europee ma essere anche in grado di pensare fuori dagli schemi. In altre parole, deve essere il catalizzatore del cambiamento”.

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