Niente patrimoniale, ma piuttosto una revisione della tassazione globale. Ha le idee chiare Paolo Gentiloni, ex presidente del Consiglio e oggi commissario europeo all'Economia. "Non credo che l'Italia dovrebbe pensare ad una patrimoniale", ha spiegato a Skytg24, ma guardare a quanto stanno facendo gli Stati Uniti. Secondo Gentiloni bisogna guardare con grande interesse alla "proposta con cui gli americani hanno rilanciato la discussione su uno dei due pilastri di questa discussione internazionale, cioè stabilire una tassazione sulle grandissime imprese multinazionali che consenta di pagare le tasse non dove hanno la sede del proprio quartiere generale ma dove sviluppano la loro attività".

Gentiloni ha individuato questo come punto centrale: tassare le multinazionali nei singoli Paesi dove lavorano. "La cosa che va superata, perché è completamente anacronistica, è l'idea che una grandissima multinazionale paghi le tasse dove ha deciso stabilire il proprio quartiere generale, magari casualmente perché in quel Paese c'è una tassazione molto molto bassa". Il commissario all'Economia dell'Ue ha anche sottolineato l'importanza del fatto che questa proposta sia americana: "Noi vogliamo sostenere questa grande discussione che c'è per modificare il regime di tassazione globale".

Per quanto riguarda l'Italia, il commissario europeo all'Economia ha sottolineato l'importanza "di fare un'operazione di semplificazione del nostro regime fiscale, che renda più efficace la lotta all'evasione fiscale e che non sia un'operazione che pesi sui nostri bilanci, accumulando debito per le future generazioni". Certo, "farlo non è facile", ha ammesso Gentiloni, perché "se non c'è consapevolezza dell'eccezionalità della risposta a questa crisi e dell'importanza di dare una risposta insieme, forze sociali e politiche, sarà molto difficile". Le riforme in questione sono in discussione in Italia "da un quarto di secolo", la sfida è riuscirci in pochissimo tempo. Ma "se non ci riusciamo adesso sarà difficile farlo in un'altra occasione".