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Equitalia: stop al pignoramento della prima casa

Il “Decreto del Fare” ammorbidisce i metodi dell’agenzia di riscossioni intervenendo anche sulle rateizzazioni, che potranno essere anche 120.
A cura di Davide Falcioni
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Equitalia è al centro del "Decreto del Fare", il primo importante provvedimento preso dal Governo Letta, redatto in 80 articoli e 2300 emendamenti nel tentativo di "mettere una pezza" alla disastrosa situazione economica italiana. L'obiettivo fondamentale è quello di ridimensionare il potere dell'agenzia di riscossione crediti limitando i pignoramenti e le ipoteche che Equitalia utilizza per rivalersi sui contribuenti, permettendo anche una maggiore flessibilità sulla rateizzazione del debito da pagare. Dal primo luglio scorso, benché il decreto non sia ancora stato convertito in legge, l'agenzia ha diffuso una guida che sostanzialmente "ammorbidisce" i modi garantendo una maggiore tutela dei cittadini, già sufficientemente in difficoltà.

Innanzitutto chi riceve una cartella esattoriale non dovrà più preoccuparsi di perdere la propria abitazione, essendo stato inserito il divieto di pignoramento della prima casa. Ciò, naturalmente, a patto che l'immobile non sia di lusso e sia destinato ad uso esclusivamente abitativo. Ma possono tirare un sospiro di sollievo anche coloro che hanno già subito un pignoramento: Equitalia, infatti, ha disposto la sospensione delle aste delle abitazioni principali già pignorate se queste sono l'unica casa del debitore, se il debito non è superiore ai 120mila euro e se l'ipoteca è stata registrata entro gli ultimi sei mesi.Neppure i beni d'impresa, cioè quelli necessari all'attività professionale del contribuente, possono essere pignorati.

Ma il Decreto del Fare interviene anche sulla rateizzazione dei debiti, che potranno essere dilazionati in 120 rate a fronte delle attuali 72. Anche per le cifra per le quali è già in corso il pagamento delle rate è possibile portale la dilazione al tetto massimo previsto. In questo caso però il debitore dovrà dimostrare di avere una condizione economica grave e quindi essere impossibilitato ad assolvere il debito.

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