BCE: sì al taglio dei tassi di interesse allo 0,05%

La Banca Centrale Europea ha deciso di tagliare i tassi di interesse, ridotti di 10 punti base: il tasso principale di rifinanziamento passerà così dallo 0,15% allo 0,05; a seguire il tasso sulle operazioni di rifinanziamento marginali dallo 0,4 allo 0,3% e il tasso sui depositi che la Bce custodisce per conto delle banche commerciali, che era già negativo, dal meno 0,10 per cento al meno 0,20 per cento. I nuovi parametri, che entreranno in vigore a partire dal 10 settembre, rappresentano i nuovi minimi storici per tutti i principali tassi ufficiali dell'Eurozona. La scelta della Banca Centrale Europea ha colto di sorpresa i mercati finanziari, con l'euro che ha fatto registrare un repentino ripiegamento sotto quota 1,31 dollari, mentre molti analisti prevedevano che avrebbe mantenuto lo status quo.
La mossa della BCE segue a una linea tracciata da Mario Draghi durante un simposio ad agosto negli Stati Uniti, a Jackson Hole. Parlando del generale indebolimento dell'inflazione e riferendosi al problematico calo anche delle delle generali attese di inflazione, il numero uno della Banca Centrale Europea aveva avvisato che "il Consiglio direttivo prenderà atto di questi sviluppi e, nell'ambito del suo mandato, userà tutti gli strumenti disponibili necessari a garantire la stabilità dei prezzi". I mercati avevano interpretato il messaggio come un annuncio di ammorbidimenti, ma solo una piccola quota di esperti aveva pronosticato un taglio dei tassi.
In seguito alla decisione di tagliare i tassi di interessi Mario Draghi ha lanciato anche un messaggio ai governi europei, affinché a questo punto prendano slancio le riforme strutturali. Poi il numero uno della Banca Centrale Europea ha confermato: "La decisione di abbassare i tassi di interesse nell'area euro non è stata unanime".