BCE: la crescita economica nell’Eurozona perde slancio

Ancora pessime notizie per la situazione economica dell'area euro. Secondo la Banca Centrale Europea, infatti, "dopo quattro trimestri di moderata espansione, il Pil reale dell'area dell'euro è rimasto invariato nel secondo trimestre del 2014: benché tale andamento sia in parte riconducibile a fattori transitori, sembra essersi altresì verificata una certa perdita di slancio della crescita dall'inizio dell'estate". Sebbene "appaia arduo identificare con chiarezza le ragioni del peggioramento", è "plausibile ipotizzare che l'impatto della crisi in Ucraina e l'incertezza circa l'attuazione di riforme strutturali aiutino a spiegare il deterioramento del clima economico". Secondo l'Economic Sentiment Indicator della Commissione Europea, tra maggio a settembre 2014 la crescita economica ha registrato le flessioni maggiori in Italia e Germania.
La Banca Centrale Europea sostiene che il mercato del lavoro tedesco si è ripreso con relativa facilità dagli effetti della recessione grazie ai "continui progressi verso una maggiore flessibilità del mercato del lavoro, conseguenza di ampie riforme varate prima della crisi". L'Italia, al contrario, risulta tra i paesi che "spiccano per aver registrato aumenti del tasso di disoccupazione particolarmente cospicui e persistenti dall'inizio della crisi". L'Eurotower sottolinea come tale gruppo (che include anche Grecia, Spagna, Portogallo, Irlanda, Cipro e Slovenia) sia stato anche "il più colpito dalle tensioni sui mercati finanziari".
Le considerazioni della Bce seguono quelle del Fondo Monetario Internazionale, che due giorni fa – nel World Economic Outlook – ha previsto una contrazione del prodotto interno lordo dello 0,2% nel 2014 in un quadro che comunque è a tinte fosche per tutta l’Eurozona. Le stime per l’Italia sono state tagliate dello 0,5% rispetto allo scorso luglio, ma la crescita mondiale “resta debole e diseguale”. Il Fondo Monetario Internazionale taglia le stime sia per il 2014 che per il 2015. Secondo il rapporto quest’anno “l’incremento del Pil globale si fermerà al 3,3%, lo 0,1% in meno rispetto a quanto previsto a luglio, mentre l’anno prossimo salirà del 3,8% contro il 4% stimato in estate”.