Draghi bce tassi

La Banca centrale europea non ritocca i tassi d'interesse. E' quanto si apprende al termine del consiglio di politica monetaria svoltosi a Vienna: "I tassi resteranno ai livelli attuali o più bassi per lungo tempo", ha spiegato il presidente della Bce, Mario Draghi. Draghi ha inoltre confermato che Quantitative easing, ovvero il piano di acquisto di titoli pubblici e privati da 80 miliardi al mese proseguirà ancora, "almeno fino a marzo 2017 o oltre, se necessario" Secondo Draghi, inoltre, "la ripresa sta procedendo gradualmente, stabile ma modesta, anche se ostacolata dalle prospettive deboli dei mercati emergenti". Una ripresa stabile, ma moderata, quindi, che attualmente non necessita di grandi manovre di politica monetaria da parte della Banca Centrale Europea. Il denaro, quindi, rimane a "costo zero", mentre il tasso sui depositi marginali si attesta a -0,4%, mentre sui prestiti marginali a 0,25%.

Per quanto riguarda le stime del prodotto interno lordo dell'Eurozona, la Banca centrale europea le ha alzate a 1,6% per il 2016, ritoccando di un +0,2% rispetto alla precedente previsione che si attestava all'1,4%. Per il 2017, invece, viene confermata la crescita a 1,7%, mentre per l'anno 2018 la Banca Centrale ha preferito diminuire a 1,7% dall'iniziale 1,8%. L’inflazione resta invece "molto bassa o negativa per i prossimi mesi", ha dichiarato il presidente della Bce, "anche se la prospettiva dell’inflazione è stata rivista leggermente più in alto per riflettere i leggeri aumenti del prezzo del petrolio", ovvero 0,2% per il 2016, 1,3% per il 2017, 1,7% per il 2018. "Gli ultimi dati dalla congiuntura dell’Eurozona indicano che l’economia ha continuato a crescere nel secondo trimestre dell’anno anche se, forse, a ritmi più lenti rispetto al primo", ha concluso Mario Draghi.