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Arriva l’estate, benzina a quasi 2 euro a litro

Impennata dei prezzi di benzina e diesel dopo gli aumenti decisi dall’Eni. Le medie nazionali “servite” della benzina e del diesel sono adesso a 1,853 e 1,749 euro al litro (Gpl a 0,755). Le “punte” in alcune aree sono per la verde fino a 1,910 euro, il diesel a 1,798 e il Gpl a 0,767.
A cura di Biagio Chiariello
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 Raffica di aumenti per benzina e diesel dopo gli aumenti decisi dall'Eni. Secondo quanto scrive il Quotidiano Energia – che già aveva denunciato il rincaro massimo da settembre 2013 – a ritoccare i listini sono Tamoil e Shell con 1 centesimo in più su verde e diesel ed Esso (+0,5 centesimi). Le medie nazionali "servite" della benzina e del diesel sono adesso a 1,853 e 1,749 euro al litro (Gpl a 0,755). Le "punte" in alcune aree di Italia toccano per la verde i 1,910 euro, per il diesel a 1,798 e per il Gpl a 0,767. "Si tratta di rincari del tutto immotivati, con un andamento intollerabile a cui il governo deve porre immediatamente un freno", affermano in una nota Adusbef e Federconsumatori, secondo cui "di questo passo a fine agosto saremo ben oltre i due euro al litro".

La "solita raffica" dei rincari di inizio estate

Anche la principale delle associazioni che tutelano gli interessi dei consumatori, il Codacons, lancia l’allarme: “Si tratta dei soliti rincari estivi, applicati prima delle partenze degli italiani per le vacanze o i weekend al mare – afferma il presidente del Codacons, Carlo Rienzi – Da anni assistiamo a fortissimi ritocchi al rialzo dei listini di benzina e gasolio tra i mesi di luglio e agosto, aumenti che costano centinaia di milioni di euro agli automobilisti, i quali non possono rinunciare a fare rifornimento per raggiungere le località di villeggiatura”. Di questo passo “sarà un’estate di fuoco per gli automobilisti italiani, con i prezzi dei carburanti che potrebbero raggiungere i nuovi massimi storici – prosegue Rienzi – Per tale motivo rivolgiamo un appello al Premier Matteo Renzi, affinché adotti subito provvedimenti atti ad evitare il solito massacro sugli italiani in vacanza, attraverso misure che impediscano rincari speculativi alla pompa e aumenti dei listini in concomitanza con le partenze dei cittadini”.

Aumento benzina? Colpa anche della geopolitica

Ma se le associazioni dei consumatori denunciano che la sincronia tra rincari e festività non può essere un caso, c’è pure da dire che anche la geopolitica condiziona le impennate del prezzo carburante. Ora le preoccupazioni che arrivano dall’ Iraq, prima in Libia e in Ucraina, hanno portato all’aumento del petrolio, che si aggira sui 115 dollari al barile di Brent (quello “pregiato” che arrivo da un giacimento del mare del Nord, usato come unità di misura dai trader).

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