È stato confermato il prestito del governo di 400 milioni di euro, della durata di sei mesi, per garantire l'operatività di Alitalia e per avviare una nuova procedura volta all'individuazione di uno o più acquirenti: il Senato ha approvato il ddl di conversione del decreto-legge sulla società. L'Aula di Palazzo Madama ha dato l'ok in via definitiva con 140 voti favorevoli e uno contrario. Gli astenuti invece sono stati cento.

Il decreto prevede appunto lo stanziamento di altri 400 milioni di euro per il prestito ponte per mettere al sicuro la società, e la somma dovrà essere appunto restituita entro sei mesi. Le risorse sono già state versate dal ministero dell'Economia lo scorso dicembre, per cui il prestito dovrebbe essere rimborsato prima della fine di giugno, entro sei mesi dall'elargizione. Il tasso di interesse è di quasi il 10 per cento, ma non è detto che la compagnia di bandiera riuscirà a rimborsarlo, come accaduto con il precedente prestito che venne stanziato dall'esecutivo di Paolo Gentiloni.

Il governo ha così raggiunto l'obiettivo che si era prefissato, cioè quello di fare approvare il testo in Parlamento entro il 31 gennaio, rispettando i tempi tecnici per arrivare al 31 maggio del 2020. Per quella data dovrebbero espletate le "procedure per il trasferimento dei complessi aziendali" del Gruppo, e quindi si dovrebbe finalizzare la procedura per una eventuale cessione della società.

Anche se, ad oggi, non ci sono compratori in lizza per l'acquisto di Alitalia. Da quanto emerso fino ad ora, il commissario unico, Giuseppe Leogrande, sembrerebbe intenzionato, in caso di mancata vendita, a puntare sulla creazione di una nuova società, una Newco che potrebbe avere lo Stato come socio o una partecipazione della stessa compagnia commissariata. Altro punto fondamentale del testo, che ha subito poche modifiche durante il passaggio alle due Camere, è quello dei livelli occupazionali e delle unità operative dei complessi aziendali. In questo quadro, è previsto anche l'obbligo di rendicontazione periodica alle commissioni parlamentari da parte di Leogrande. Quest'ultimo ha evidenziato, durante le sue audizioni in Parlamento, che Alitalia "ha bruciato", durante il periodo di amministrazione straordinaria, iniziato il 2 maggio del 2017, circa "300 milioni di euro all'anno".