Dramma nelle scorse ore in una cella del carcere fiorentino di Sollicciano. Un detenuto si è tolto la vita inalando del gas dal fornelletto che aveva in dotazione per cuocere e scaldare le vivande. La vittima è un ragazzo di soli 29 anni che era stato arrestato ed era detenuto per furto. Secondo una prima ricostruzione dei fatti, non si tratterebbe dell'ennesimo caso di suicido in cella ma di una tragica fatalità. Il detenuto infatti pare volesse inalare del gas per provare una sorta di stato di ebbrezza, non avendo niente altro a disposizione per provare un simile sensazione, qualcosa però è andato storto. Lui si è sentito male ed è crollato a terra esanime. Ad avvalorare questa tesi i problemi di tossicodipendenza di cui soffriva la vittima e la testimonianza del suo compagno di cella.

La tragedia infatti si è consumata nella notte tra mercoledì e giovedì nel reparto del carcere dove si trovano i detenuti tossicodipendenti. L'uomo pare avesse organizzato la particolare serata con il compagno di cella che a sua volta ha inalato lo stesso gas del fornelletto ma non ha accusato alcun malore. I due detenuti hanno atteso la chiusura delle porte per la notte, in modo da non essere notati, prima di aprire la valvola del gas. Pare che non fosse la loro prima volta e che la pratica sia abbastanza diffusa tra i detenuti del reparto tossicodipendenti per trovare momenti di "sballo".

È stato proprio il compagno di cella della vittima a lanciare l'allarme quando si è accorto che il ventinovenne non si sentiva bene. Gli agenti di custodia sono subito accorsi per aiutare il 23enne ma per il giovane non c'è stato nulla da fare. Il giovane, originario di Empoli, era stato già condannato per furto in primo grado ed ora attendeva il processo di appello.