26 Settembre 2014
18:39

Uri Caine, il pianista e compositore fuori dagli schemi (INTERVISTA)

Sta rivoluzionando il jazz mondiale con il suo linguaggio eclettico, un “midrash”, come lui ama chiamarlo, una nuova ermeneutica basata sui classici della musica. Ecco un ritratto e un’intervista a Uri Caine, un prolifico talento della musica contemporanea.
A cura di Luca Iavarone
il pianista e compositore Uri Caine
il pianista e compositore Uri Caine

Uri Caine è un pianista e compositore di grande talento e successo, generalmente accostato alla musica jazz. Ma pochi sono a conoscenza di tutte le sue anime: da quella in trio acustico, al jazz rock, passando per progetti di contemporanea, riscritture di classici del pensiero musicale occidentale (Mahler, Mozart, Bach), fino alla direzione della Biennale di Venezia. Il suo è quello che potremmo definire un postmodernismo positivo, ricco, sfrontato, quasi barocco, ma anche molto serio e competente. Abbiamo perciò incontrato Caine in una cornice straordinaria, quella del Mozart Box 2014, un festival diretto dal sempre combattivo e competente Stefano Valanzuolo e che ha scelto come sede per ospitare i suoi concerti la splendida Reggia di Portici.

Il "midrash" di Uri Caine: dalle Godberg Variations ai progetti su Mahler

Pochi musicisti possono vantare un eclettismo e una sete di sapere vasta e approfondita come quella di Uri Caine. Ne è testimonianza la sua ricerca incessante sui classici della musica, con progetti sempre nuovi e spiazzanti, curiosi al punto tale che, all'uscita di ogni nuovo disco, ci chiediamo: quale sarà la prossima riscrittura? Perché di riscrittura si tratta, più che di riarrangiamento, come il vocabolario jazz invece preferirebbe. Ebbene, Uri Caine ha la capacità di calarsi nel mondo dei grandi capolavori della musica moderna, le Variazioni Goldberg, Mozart (con "Plays Mozart"), Mahler (con "Urlicht – Primal Light" e "Dark Flame"), Wagner (in "Wagrner in Venezia") e appropriarsene, in un "midrash", come direbbe lui prendendo a prestito un termine ebraico che indica un percorso ermeneutico, in cui si parta da un elemento e, per mezzo di una discussione, si cerchi di cogliere l'essenza delle cose. Gli elementi del discorso di Caine sono ovviamente musicali, prendono le mosse dal jazz, ma si contaminano di riferimenti culturali lontani: etnici, contemporanei, rock, pop, blues e ovviamente classici. Nessuna delle sue operazioni risulta mai volgare, anche perché, dopo pochi minuti prende del tutto le distanze dalla pedissequa esecuzione del classico, per approfondirne, invece, lo spirito, mutuandone le tecniche, le strutture e gli stilemi e adattandoli ad un linguaggio nuovo, quello del loro "nuovo" compositore.

Uri Caine ensemble: da Bedrock a The Philadelphia Experiment

Altra avventura, distaccata ma non del tutto, rispetto a quelle che abbiamo già raccontato, è quella che indaga la fusion e il jazz-rock di ascendenza davisiana (o hancockiana, se vogliamo prendere un termine di paragone pianistico più vicino). Badrock e The Philadelphia Experiment sono gruppi di musica contaminata con l'elettronica, il funk e, talvolta, la dance music. In particolare la prima delle due formazioni, con Zach Danziger alla batteria e Tim Lefebvre al basso, ha il valore aggiunto dell'utilizzo della computer music. Come lo stesso compositore ha raccontato, la maggior parte del lavoro avviene nello studio privato di ciascun musicista che, lontano dagli altri, prepara loop e samples da poi proporre ai compagni d'avventura una volta giunti in sala prove. Il tutto viene poi rimescolato e riduscusso grazie alla capacità improvvisativa e tecnica dei tre.

Musica contemporanea: dalla Biennale all'omaggio a Berio

Non tutti sanno che Uri Caine ha fatto incursioni anche nella musica di scrittura più contemporanea, ricoprendo un ruolo di primo piano, quello di Direttore del Festival Internazionale di Musica Contemporanea della Biennale di Venezia, nel 2003. In quell'occasione presentò il suo lavoro "The Othello Syndrome", come al suo solito, una intelligente rivisitazione, stavolta, del capolavoro verdiano. Poco conosciuta è anche la sua collaborazione con il gruppo di ricerca "Tempo Reale", fondato nel 1987 da Luciano Berio, con il quale ha lavorato proprio a uno spettacolo di omaggio al grande maestro dell'avanguardia italiana, arricchendo di strumenti tecnologici e concettuali l'idea di improvvisazione jazz (e non solo).

L'incontro con l'Italia e Paolo Fresu

Particolarmente riuscita è la fusione con il sound "sognante" del trombettista, flicornista e compositore sardo Paolo Fresu. L'incontro tra i due ha affrontato in maniera inedita e spiazzante i più grandi classici del jazz, gli "standard", dando vita a numerose tournèe live e ai dischi "Things" (2006) e "Think" (2009).

L'ultimo disco in piano solo: Callithump

Attivissimo anche in formazioni acustiche (il trio con Mark Helias al basso e Clarence Penn alla batteria), Uri Caine può concedersi anche tournèe e dischi in piano solo, senz'altro la più complicata delle prove per un pianista. Ne è incredibile testimonianza l'ultimo suo lavoro, dal titolo "Callithump", che segue la filosofia della W&W, l'etichetta produttrice. Uri Caine in questo caso suona sue composizioni seduto ad uno Steinway Grand Piano, senza nessun editing, in una stanza dall'acustica perfetta e una registrazione analogica che permette di non aggiungere al suono nessun effetto o ritocco in postproduzione.

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