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in foto: Screen da YouTube.

È morta a 82 anni Lea Vergine, critica d'arte e curatrice di origine napoletana. La notizia arriva all'indomani della scomparsa del marito, l'88enne Enzo Mari, tra i più famosi designer italiani. Entrambi erano ricoverati con lei nello stesso ospedale e come lei deceduto per complicazioni legate al Covid. Lea Vergine, all'anagrafe Lea Buoncristiano, classe 1936, è stata una delle figure di spicco dell’arte degli ultimi cinquant’anni. Nel corso della sua lunga carriera ha collaborato ad alcuni dei principali quotidiani italiani, tra cui Il Manifesto e Il Corriere della Sera e ha pubblicato vari saggi sull'arte contemporanea e organizzato numerose mostre.

Tante, infatti, sono quelle che hanno lasciato il segno nella storia dell'arte italiana. Tra queste, la mostra "L’altra metà dell’avanguardia", tenutasi nel 1980 a Palazzo Reale di Milano, a cui l’autrice Angela Maderna ha dedicato una recente rilettura pubblicata da postmedia books, a 40 anni dalla messa in scena della mostra; e poi "Trash. Quando i rifiuti diventano arte", al MART di Rovereto, e allo stesso museo aveva curato anche, con Giorgio Verzotti "Il Bello e le Bestie". Ancora, negli anni Novanta per la GAM di Torino, Vergine era stata ideatrice e curatrice del convegno "La scena del rischio". Tra gli altri volumi anche “Arte in trincea”, edito nel 1996 per Skira e la personalissima intervista “L’arte non è cosa di persone perbene” a cura di Chiara Gatti e, per Sartoria Editoriale, "Necessario è solo il superfluo", lo scorso anno.

Solo 24 ore prima del suo decesso, se ne era andato anche il marito Enzo Mari, l'ultimo vero grande maestro del design italiano, a cui si deve l'ascesa del Made in Italy nel mondo. Ha realizzato una varietà di opere straordinarie che oggi abitano collezioni, musei, spazi domestici diffusi in tutto il pianeta. Non solo dunque un designer ma un artista globale. "La profondità del suo lavoro, il suo scavo nella sostanza del mondo, sono un contrappunto all’ironia e allo sdegno verso quella superficiale mediocrità che Mari ha letto nelle sfere della progettazione e della critica", aveva dichiarato Stefano Boeri in occasione dell'inaugurazione della mostra "Enzo Mari curated by Hans Ulrich Obrist with Francesca Giacomelli", aperta al pubblico il 17 ottobre 2020 al piano terra della Triennale di Milano, "A volte austero, a volte dolce, a volte burbero, a volte irruente, a volte ludico, ma senza mai abdicare a un implacabile rigore, mi auguro che almeno una piccola parte di quell’infinita varietà di Mari Aperti che Enzo ci ha mostrato e regalato restino, grazie a questa pubblicazione e alla mostra, nella memoria di tutti noi".