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Lo Stato compra un’opera di Caravaggio per 30 milioni di euro a pochi giorni dall’Ecce Homo di Antonello Da Messina

Il Ministero della Cultura fa sapere che lo Stato ha comprato il Ritratto di Monsignor Maffeo Barberini di Caravaggio per 30 milioni. L’acquisto arriva a pochi giorni dall’Ecce Homo di Antonello da Messina e fa parte di un progetto più ampio.
A cura di Redazione Cultura
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Ritratto di Monsignor Maffeo Barberini di Caravaggio – ph Cecilia Fabiano:LaPresse
Ritratto di Monsignor Maffeo Barberini di Caravaggio – ph Cecilia Fabiano:LaPresse

Lo Stato italiano compra per 30 milioni di euro il "Ritratto di Monsignor Maffeo Barberini" di Caravaggio, a poche settimane dall'acquisto dell'Ecce Homo di Antonello Da Messina. Il Ministero fa sapere che al termine delle procedure amministrative l'opera entrerà a fare parte del patrimonio statale ed è stata già decisa la destinazione, che sarà le Gallerie Nazionali di Arte Antica di Roma, entrando stabilmente nelle collezioni di Palazzo Barberini: "Dopo oltre un anno di trattative annunciamo oggi l’acquisto, da parte del Ministero della Cultura, di uno straordinario capolavoro di Caravaggio, il ‘Ritratto di Monsignor Maffeo Barberini'. Si tratta di un’opera di eccezionale importanza, attribuita al Maestro da Roberto Longhi, che viene oggi offerta alla piena fruizione del pubblico e della comunità scientifica internazionale".

La politica del Ministero della Cultura è chiara, e si inserisce in un progetto ampio di "rafforzamento del patrimonio culturale nazionale" che nei prossimi mesi, evidentemente, vedrà l'acquisto di altre opere con il fine di "rendere accessibili a studiosi e appassionati alcuni capolavori della storia dell’arte altrimenti destinati al mercato privato" come ha spiegato il Ministro della Cultura Alessandro Giuli. L'opera è stata acquistata dopo una lunga trattativa al prezzo di 30 milioni di euro. Nei mesi scorsi il Ritratto di Monsignor Maffeo Barberini era stato esposto a partire dal novembre 2024, fino alla conclusione della mostra Caravaggio 2025 che ha accolto oltre 450.000 visitatori.

Sono sessantacinque le opere attribuite a Caravaggio e di questi i ritratti ne rappresentano una tipologia rara, come spiega anche il MiC, visto che ne sono noti solo tre. Per questo l'opera assume una valenza ancora maggiore. Il ritratto raffigura "il futuro papa Urbano VIII (1568–1644) intorno ai trent’anni, nella veste di chierico della Camera Apostolica, in un momento cruciale della sua ascesa al potere". A confermare che l'opera era di Merisi fu Roberto Longhi nell'articolo "Il vero ‘Maffeo Barberini' del Caravaggio" pubblicato nel 1963 su Paragone. Lo stesso critico rilevò come con quel quadro il pittore "inaugurasse una nuova intensità psicologica e una capacità di rappresentare la presenza viva del personaggio senza ricorrere a elementi retorici".

La scelta di inserire il Ritratto di Monsignor Maffeo Barberini all'interno delle Gallerie Nazionali di Arte Antica a Palazzo Barberini fa sì che l'opera possa dialogare con altri dipinti di Caravaggio, avendo la Galleria una delle collezioni caravaggesche più importanti al mondo. All'interno è custodita anche la "Giuditta che decapita Oloferne", un altro quadri acquistato dallo Stato italiani nel 1971.

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