L'ArcheoTeatro Pompeiano (fotografie di Vincenzo Paragallo).
in foto: L’ArcheoTeatro Pompeiano (fotografie di Vincenzo Paragallo).

Esiste un luogo dove l’antica Pompei riprende letteralmente vita, e dove l’archeologia e l’arte s’incontrano: qui le storie raccontate dai graffiti delle necropoli, dai suggestivi mosaici delle ville e dalle opere meno conosciute della storiografia greca e romana prendono nuova forma, attraverso il teatro. Si tratta dell'ArcheTeatro Pompeiano: un luogo fisico, e un progetto, che unisce il rigore della ricerca storica alla passione per il palcoscenico, a pochi passi dalle rovine dell’antica città distrutta dal Vesuvio.

L’A. R. S. e l’ArcheoTeatro: l’arte al servizio della Storia

L'ArcheoTeatro Pompeiano (fotografie di Vincenzo Paragallo).
in foto: L’ArcheoTeatro Pompeiano (fotografie di Vincenzo Paragallo).

Mettere “l’arte al servizio della storia”, attraverso il teatro: è questo l’obiettivo dell’associazione culturale A. R. S. (acronimo di Antiquarum Rerum Scientia) che, unendo archeologia e spettacolo, porta avanti il suo particolarissimo progetto di valorizzazione culturale. Spettacoli, laboratori didattici per le scuole e visite guidate tematiche arricchiscono il fitto programma che ogni anno porta centinaia di spettatori all’interno della suggestiva cornice dell'ArcheoTeatro Pompeiano.

Situata nei pressi di Porta Marina Inferiore, in via Plinio 109, la struttura è interamente costruita in legno e ispirata agli elementi architettonici propri degli antichi anfiteatri romani. È qui che si svolge la “teatralizzazione archeologica” proposta dall'A. R. S., ispirata alle numerose storie raccontate dalle rovine di Pompei: quella del gladiatore Marco Attilio, ricostruita a partire dai graffiti rinvenuti su un’antica tomba della necropoli di Porta Nocera, o quella della battaglia di Isso riportata sui mosaici della casa del Fauno. Questi sono solo alcuni degli spunti che danno vita agli spettacoli messi in scena all’ArcheoTeatro: altri sono tratti dalla contemporaneità, come “Puellae Pompeiorum”, ispirato al romanzo “Le ragazze di Pompei” di Carmen Covito.

Le visite guidate: la Pompei dei gladiatori e delle donne

L'ArcheoTeatro Pompeiano porta in scena le storie dei gladiatori (fotografie di Vincenzo Paragallo).
in foto: L’ArcheoTeatro Pompeiano porta in scena le storie dei gladiatori (fotografie di Vincenzo Paragallo).

Ma le storie dell'ArcheoTeatro non sono solo quelle raccontate sul palcoscenico: a completare il viaggio nella storia intervengono anche i numerosi tour tematici guidati organizzati in alcuni dei luoghi più significativi del Parco Archeologico di Pompei. È possibile così ripercorrere “La via del Gladiatore”, visitando la palestra sannitica, la Caupona del Gladiatore e tutti i luoghi in cui queste storie hanno avuto luogo, oppure guardare a Pompei come alla “Città di Venere”: in continuità con lo spettacolo “Puellae Pompeiorum” questo itinerario riporta i visitatori al tempo dell’antica Pompei attraverso le vicende di donne come Eumachia, la Sacerdotessa che fece costruire l’imponente Mercato, o Asellina, famosa “imprenditrice” dell’antichità.

Pugnando docere: la storia attraverso il gioco

L'ArcheoTeatro Pompeiano organizza anche laboratori e attività per i più piccoli (fotografie di Vincenzo Paragallo).
in foto: L’ArcheoTeatro Pompeiano organizza anche laboratori e attività per i più piccoli (fotografie di Vincenzo Paragallo).

L'ArcheoTeatro però non è solo “spettacolo”: numerose sono anche le attività pensate per gli studenti di ogni fascia d’età. Interpretare la storia e rimetterla in scena: è questo che accade, ad esempio, ne “L’Armata del Fauno”, uno dei laboratori proposti dall'ArcheoTeatro rivolto principalmente ai ragazzi delle scuole secondarie di secondo grado. Si parte dalla lettura del "Téchne Taktiké" del filosofo greco Asclepiodo per giungere alla messa in scena delle antiche tecniche di combattimento: per imparare la storia, giocando in modo serio.