La madre che protegge il suo bambino da mille anni: la scoperta negli scavi di Siponto

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Scheletro di madre e figlio a Siponto
Nel Parco Archeologico di Siponto è stato ritrovato un cimitero medievale in cui erano presenti decine di sepolture: tra queste una madre che abbracciava il suo bambino.

È una delle sepolture emerse dagli scavi in corso nell'area del porto dell'antica Siponto quella che più ha attirato l'attenzione degli archeologi: una donna tra i 30 e i 40 anni è stata trovata con un bambino stretto al fianco e protetto dal suo braccio destro. La tomba fa parte di un'area funeraria medievale, databile tra XII e XIII secolo, individuata all'interno di una struttura muraria lunga circa trenta metri.

La maggior parte dei corpi appartiene a persone adulte, tranne qualche bambino. L'interesse archeologico, al momento, è quello di capire se esiste un edificio di culto. Per quanto riguarda il ritrovamento restano al vaglio diverse ipotesi. A dare notizia della scoperta è ArcheoSipontum, un'associazione di archeologi e studiosi che collabora alle attività di ricerca, scavo e valorizzazione dell'area archeologica pugliese. Riguardo a questa scoperta, inoltre, scrive: "Un motivo in più, tra i tanti, per trattare questi resti umani, che ci forniscono moltissime informazioni, con il massimo rispetto umano oltre che scientifico".

Le ricerche nella zona portano alla luce oggetti che servono a ricostruire la vita in quell'area. Pochi giorni fa, per esempio, è stata ritrovata una palla di pietra dal diametro di circa 14 cm e dal peso di 3,5 chili, probabilmente un proiettile di una petriera, ovvero una catapulta. Ma è possibile anche che fosse usata per essere gettata a mano contro chi assediava la città. ArcheoSipontum suggerisce che potrebbe avere a che fare con l'assedio (e la distruzione della città) da parte di Guglielmo I il Malo nel 1155. Queste nuove scoperte potranno dunque aggiungere altri tasselli alla storia di Siponto, chiarendo la funzione dell'area e le circostanze in cui vennero sepolti i suoi abitanti. Tra strutture, tombe e reperti, gli scavi continuano a restituire tracce della vita quotidiana e delle vicende che segnarono l'antica città.

Il Parco archeologico di Siponto conserva i resti dell'antica colonia romana, fondata nel 194 a.C. e divenuta uno dei principali porti della Regio II, una delle 11 regioni amministrative in cui l'imperatore Augusto divise l'Italia tra la fine del I secolo a.C. e l'inizio del I secolo d.C., nonché sede di una delle maggiori diocesi della regione. Fu una zona di enorme importanza nell'antichità. Dopo l'impaludamento del porto e due violenti terremoti, nel 1223 e nel 1255, la città venne abbandonata e i cittadini si spostarono nell'attuale Manfredonia. Siponto fu sede di una delle più importanti diocesi della regione, come dimostrano i resti della basilica paleocristiana a tre navate con abside centrale e pavimento a mosaico.

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