“Kurt Cobain non si è suicidato”: cosa sappiamo dello studio che rivede la causa della morte dell’ex Nirvana

L'8 aprile 1994, il frontman dei Nirvana Kurt Cobain veniva ritrovato senza vita nella sua villa sul lago Washington, nella contea di King, a Seattle, all'età di 27 anni. Secondo il rapporto ufficiale dell'Ufficio del Medico Legale della Contea di King, basato sui parametri forensi e sullo stato di decomposizione del cadavere, la morte del cantante venne fissata 3 giorni prima, il 5 aprile. Il decesso di Cobain, dopo le indagini protratte dal Dipartimento di Polizia di Seattle, fu catalogato come suicidio mediante un colpo di fucile intraorale. Questa versione ha spinto, negli ultimi 32 anni, a ulteriori esami approfonditi riguardo alle ultime ore di vita del cantante nato nello stato di Washington e ad alcune incongruenze emerse successivamente. In questo contesto, lo scorso 5 novembre 2025, la rivista accademica International Journal of Forensic Sciences ha pubblicato uno studio intitolato "A Multidisciplinary Analysis of the Kurt Cobain Death", guidato dal ricercatore indipendente Bryan R. Burnett in collaborazione con un team internazionale di scienziati forensi (tra cui medici legali, chimici e periti balistici).
Lo studio ha l'obiettivo di decostruire i fondamenti su cui il dipartimento di polizia di Seattle ha stabilito la tesi del suicidio del cantante. Tra gli aspetti più polarizzanti nella conversazione sulla scomparsa di Cobain, c'è sicuramente l'arma: un fucile semiautomatico Remington M11 calibro 20. Cobain, infatti, fu ritrovato con la mano sinistra serrata intorno alla canna dell'arma: secondo i test eseguiti dall'armaiolo e perito Michael Gregory, la presenza della mano avrebbe inibito l'azione di rinculo meccanico dell'arma, non permettendo alla stessa di far fuoriuscire il bossolo. Quest'ultimo sarebbe stato ritrovato regolarmente sul pavimento della serra della villa, evidenziando un'irregolarità sull'uso dell'arma da fuoco. La scoperta è stata possibile solo a 32 anni di distanza, poiché è stato reso disponibile solo di recente il report originale redatto nel 1994 dal Washington State Patrol Crime Laboratory.

Riguardo alla mano sinistra, vi è un passaggio chiave che evidenzia l'assenza di liquido ematico su di essa. Infatti, secondo la ricostruzione originale, il colpo esploso all'interno del palato avrebbe dovuto innescare un "backspatter" (schizzo ematico di ritorno), che invece risulta presente solo sul compensatore del fucile. Inoltre, secondo lo studio, era stata rilevata una distinta macchia di trasferimento a forma di impronta ovale sul pollice sinistro, la cui sagoma combacia con le scanalature della canna: "Un segno evidente che la mano della vittima fu pressata contro il metallo già insanguinato dopo l'evento letale". Sono riaffiorati dubbi anche sul quadro tossicologico, in particolare sulla presenza di morfina nel sangue di Cobain pari a 1,52 milligrammi per litro. Un quadro che, secondo la TIAFT (The International Association of Forensic Toxicologists), sarebbe almeno 20 volte superiore alla dose terapeutica standard per la gestione del dolore. A ciò si aggiunge che la soglia potenzialmente letale viene definita tra gli 0,50 e 1 milligrammo per litro.

La rilevazione non solo mette in dubbio le reali capacità di Cobain, descritte nella ricostruzione originale, di "richiudere la propria siringa, riordinare la scatola di sigari in cui conservava l'eroina, disporsi sul pavimento e posizionare agilmente in bocca un fucile lungo 116 cm". Parallelamente, evidenzia come il rapporto ufficiale del medico legale, redatto dal Dr. Nikolas Hartshorne e approvato dal primario Dr. Donald Reay, sia stato reso pubblico solo nel 2023 dallo zio del cantante e musicista, Gary Cobain. Al suo interno si faceva riferimento alla natura del foro di iniezione sull'avambraccio sinistro, che sarebbe tipico del collare di una siringa con capacità elevata. Nel kit di Cobain, invece, vennero ritrovate solo siringhe da insulina monouso, che non produrrebbero lo stesso collare sull'avambraccio del frontman dei Nirvana.
L'ultimo tra i passaggi dello studio pubblicato dalla rivista accademica International Journal of Forensic Sciences, invece, si rifà alla lettera d'addio di Cobain, trafitta da una penna rossa, che nelle ultime righe esplicitava l'intenzione suicidaria del cantante. Secondo lo studio di Burnett, il cambio di stile tra la lettera a Boddah, l'amico immaginario di infanzia, e la disillusione verso l'industria musicale non è così centrale quanto le ultime 4 righe del documento. Infatti, proprio in quelle c'è un riferimento diretto alla moglie Courtney Love e alla figlia Frances, con la lettera che si chiude con una dedica rivolta proprio a quest'ultima: "Per la sua vita, che sarà molto più felice senza di me".
Ad oggi non sono arrivati nuovi commenti da parte dell'Ufficio del Medico Legale della Contea di King e dalla polizia di Seattle, che non hanno ritenuto sufficienti le deduzioni forensi per riaprire ufficialmente le indagini: "Il nostro ufficio è sempre disposto a rivedere le proprie conclusioni qualora venissero alla luce nuove prove, ma finora non abbiamo visto nulla che giustifichi la riapertura di questo caso e la nostra precedente determinazione di morte" ha dichiarato un portavoce dell'ufficio del medico legale al Daily Mail.