Julio Bocca
in foto: Julio Bocca

Nato a Buenos Aires il 6 marzo 1967, Julio Bocca si è formato alla Scuola del Teatro Colon della sua città prima di volare a Caracas a soli quattordici anni. I suoi primordi sono in giro per l'intero Sud America con tappe alla venezuelana Fondazione Teresa Carreno ed al Teatro Municipale di Rio de Janeiro. Il suo carisma si è manifestato sin dalle prime rappresentazioni, attirando a sé le attenzioni del pubblico e della critica internazionale. Fino al 1985, quando il diciottenne Julio Bocca andò a sbaragliare la concorrenza al prestigioso Concorso Internazionale di Mosca, vincendo la Medaglia d'Oro mostrandosi prontissimo per le compagnie ed i coreografi di Europa e Stati Uniti. Solo due anni più tardi, infatti, il ballerino argentino volò all'American Ballet Theatre, su chiamata diretta di quel geniaccio di Michail Barysnikov, dove interpretò i più importanti balletti del repertorio classico, mettendosi particolarmente in evidenza per il suo virtuosismo.

Il palcoscenico newyorkese dell'American Ballet Theatre aveva bissato il successo moscovita del 1985 aprendo spiragli inimmaginabili per Julio Bocca. Insieme alla fidatissima connazionale partner Eleonora Cassano ha potuto interpretare numerose volte in giro per il mondo il pas de deux del "Don Chisciotte" di Marius Petipa e Ludwig Minkus, dal Teatro Bolshoi di Mosca al Teatro Kirov di San Pietroburgo, passando per l'intero Occidente letteralmente ai suoi piedi. La sensibilità tanghera di Julio Bocca gli altresì consentito di affascinare un'intera generazione di appassionate ballettomani, tutte puntuali a seguirlo nelle tournée da primo ballerino ospite dal Teatro Alla Scala al Royal Ballet Theatre, dallo Stuttgart Ballet al Teatro dell'Opéra di Parigi con i consueti bagni di folla e standing ovation. Senza dimenticare il "Romeo e Giulietta" di Kenneth MacMillan e Sergej Prokofiev che, nel pas de deux con la divina etoile scaligera Alessandra Ferri, l'ha consacrato nell'Olimpo della danza con rappresentazioni ricordate ancora oggi dal pubblico e dalla critica odierna e d'allora.

Al fianco di Alessandra Ferri, il virtuoso Julio Bocca ha saputo entusiasmare il pubblico del Teatro Alla Scala di Milano in svariate occasioni: oltre al citato "Romeo e Giulietta" restano gli amarcord di "Histoire de Manon", ancora di Kenneth MacMillan con lo spartito di Jules Massenet, "La Bayadere" del sodalizio composto da Marius Petipa e Ludwig Minkus e "Le Baiser de la Fée" di Micha van Hoecke sulle musiche di Igor Stravinskij. Il nome di Julio Bocca ormai correva sui rotocalchi specializzati di tutto il mondo relegandolo ai vertici nel mondo della danza. E non è un caso che il suo stesso nome figurasse tra i protagonisti della pellicola cinematografica del 1998 di Carlos Saura dall'inequivocabile titolo di "Tango", con le musiche di Lalo Schifrin e le coreografie di Angel Coria. Qui il virtuoso ballerino ha potuto recitare il suo stesso ruolo, ad ennesima dimostrazione della fama planetaria che aveva raggiunto con il sudore della sala e la passione della scena. Quel film prodotto in Spagna ed Argentina lo condusse finanche a Broadway nel 2000 con il musical autobiografico "Fosse", diretto e coreografato dallo stesso Bob Fosse.

Julio Bocca
in foto: Julio Bocca

A quarant'anni Julio Bocca lascia le scene per una serie di infortuni che cominciano a pregiudicarne salute e carriera tanto che lui stesso dichiarò di non sentirsi più giovane ed in grado di fronteggiare i molteplici impegni. L'ultimo titolo rappresentato in una tournée trionfale fu "Boccatango" che nel 2007 vide il grande ballerino congedarsi dalla scena. Da lì, esattamente dal 2010, prese il via la nuova carriera uruguagia di Julio Bocca per volontà dell'allora presidente della nazione José Mujica. Ancora oggi direttore del Ballet Nacional Sodre di Montevideo, l'ex ballerino non nasconde però l'intento di poter tornare al natio Teatro Colon di Buenos Aires dalla porta principale della direzione artistica della compagine di balletto. Per queste ragioni il Ministero uruguaiano dell'Educazione e della Cultura ha dovuto corteggiare ulteriormente il suo direttore per convincerlo a restare in sella al Sodre di Montevideo ma il neocinquantenne Julio Bocca, come di consueto, resiste nella sua direzione ma già ammicca al suo futuro prossimo.