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31 Luglio 2015
05:42

Cinque libri da leggere quest’estate se hai trent’anni

Abbiamo pensato a dei consigli di lettura per persone che si affacciano o passano i Trenta. Età di mutamenti, età di grandi incertezze, in cui si cerca di capire bene chi si é e cosa si vuole: ecco 5 libri che, fra filosofia, letteratura e addirittura economia politica possono aiutare, forse, a rimanere in equilibrio su questo complesso crinale.
A cura di Luca Marangolo
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Nel Fedro Platone teorizza che l’anima dell’uomo ha tre funzioni essenziali: razionale (loghiston), volitiva ( thumoidès) e concupiscibile (epithymèthikon); queste tre forme sono anche tre gradi di purezza, tre gradi differenti di elevazione e liberazione della mente dalla schiavitù del corpo. E poiché Platone riteneva che ogni essere umano fin dalla nascita era predestinato ad abitare uno di questi stadi, aveva teorizzato, nella sua paideia, che l’educazione di ciascun individuo dovesse durare  ed  inoltrarsi in là nell’età a seconda di quanto pura fosse l’anima del soggetto. I governanti e i filosofi dovevano studiare fino a cinquant’anni e solo dopo questa lunga ed estenuante formazione potevano assurgere al ruolo altissimo cui erano destinati fin dalla nascita: la conoscenza era un lungo processo di anamnesi ,cioè, potremmo tradurre, di scoperta della propria anima, di quello che già si è.

E per i trentenni, coloro che avevano definitivamente lasciato l’efebia (cioè l’educazione militare), Platone aveva immaginato lo studio della dialettica e della filosofia. Bisogna avere almeno trent’anni per poter amare la filosofia, perché prima i giovani non si rendono conto di che cosa significa la morte; quando si compiono trent’anni la vita cambia e non si ha più la percezione ingenua che sia eterna. Ora, come forse direbbe Emanuele Severino, la filosofia può essere vista come una scienza che cerca di delimitare qualcosa di stabile ed eterno in un caotico divenire; e dato che nella maggior parte dei casi la vita dei trentenni  è un divenire più o meno caotico, è un luogo dove regna l’incertezza più totale, ecco cinque libri, di filosofia e non solo, da leggere se avete trent’anni.

1.Devi Cambiare La tua Vita di Peter Sloterdijk

Peter Sloterdijk è una voce filosofica  di rilievo assoluto nel panorama mondiale. Erede dell’antropologia di Scheler, Plessner e Gehlen, Sloterdijk possiede uno humor narrativo unico ed una capacità incredibile divulgare concetti anche apparentemente complessi, che spiegati da lui subito appaiono elementari e fondamentali. Sloterdijk è famoso anche per aver scritto la Trilogia delle Sfere, in cui crea una teoria filosofica dei media: i media sono in realtà delle sfere, cioè delle strutture che plasmano la totalità dell’ambiente in cui vive l’uomo: ricostruire la storia dei media significa ricostruire-dunque- la storia della cultura e della civiltà. In Devi  cambiare la tua vita Sloterdijk propone un’etica nuova, gridata al motto di un verso di Rilke, che suona appunto Du muss dein Leben andern (devi cambiare la tua vita) ;è l’imperativo che il poeta ode mentre guarda il torso arcaico di Apollo. L’autore teorizza che i nostri scopi e i nostri desideri sono delle divinità personali e la nostra vita consiste essenzialmente nel tentativo di elevarci al di là delle invadenti proposte che il mondo impone ad essa. Sloterdijk è molto realista: sa che la vita di un uomo – specialmente quella di un uomo sui trent’anni, aggiungeremmo noi – è sempre in costante scontro fra la sensazione, la maturazione delle proprie potenzialità, e la  relazione con la realtà: l’esigenza di confrontarsi con la società, di trovare un lavoro stabile per vivere, di pensare a una famiglia; Devi cambiare la tua vita è un libro pensato proprio per affrontare questo crinale, il crinale che vede la potenzialità umana in conflitto con la quotidianità, il crinale su cui sta chi sa di poter dare un contributo originale al mondo ma, in una certa misura, se ne sente tagliato fuori. È molto filosofico,  ma ne vale la pena.

2.Esercizi Spirituali e Filosofia antica, di Pierre Hadot

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Questo non è recente come il libro di Sloterdijk, ma vi è molto affine.  In questo libro Hadot dischiude di un valore tutto nuovo e vivo la filosofia antica, mostrando che essa costituiva essenzialmente  di un insieme di esercizi. Si fa filosofia come si fa ginnastica, solo che invece dei muscoli  si tiene l’anima in allenamento. Nella visione di Hadot i dialoghi di Platone sono in realtà degli esercizi, quasi terapeutici, in cui l’anima degli allievi di Socrate impara a stare al mondo, ad entrare in accordo con il logos e, soprattutto, a capire qual è il suo posto nel chosmos, capire la propria limitatezza nell’immenso ordine. Più importante rispetto ai  concetti a cui si arriva, in un dialogo, è l’effetto maieutico che questo apprendimento produce sul discente; la cosa più importante è  il percorso personale dell’individuo attraverso la conoscenza. È un libro altamente consigliato.

3.Il Minotauro Globale, di Yannis Varoufakis

Restiamo sempre in Grecia, ma ci spostiamo nella Grecia odierna; viceversa, cambiamo prospettiva: non ci concentreremo più sul microcosmo, ma sul macrocosmo. Non più sul lavoro spirituale auspicabile per poter vivere nel mondo, ma  sulla capacità di guardare quest’ultimo con il giusto disincanto. Se si hanno trent’anni, a meno di una condizione privilegiata,  si è probabilmente in una fase inevitabilmente incerta, precaria, in cui il futuro rappresenta un miraggio e, in un certo senso, un ricatto. Questo libro di Yannis Varoufakis è molto consigliato a chi si convince che il primo passo per sconfiggere questo ricatto è farsi carico di capire come funziona la follia collettiva che ha portato a questa insensata condizione di precarietà; è consigliato a chi pensa, in sostanza, che pur essendo costretti a vivere all’interno di una condizione lavorativa incerta e talora degradante, pur essendo di base marginalizzati dalla società, i trentenni hanno il compito storico di comprendere a fondo la storia economica dei loro genitori per redimere i loro errori. Questo libro è un libro di macroeconomia, e spiega con grandi capacità divulgative, sostanzialmente, come ha funzionato il capitalismo mondiale nel Novecento sotto la guida degli Stati Uniti d’America. È un’indagine, leggibile anche dai non esperti, sulle ragioni profonde che hanno portato il capitalismo occidentale alla crisi odierna, derivante sostanzialmente dall’eclissi dell’egemonia americana dal mercato. Se letto con lo spirito di cui sopra, è un libro essenziale.

4.Guerra e Pace di Lev Tolstoj

È sicuramente un libro che potreste aver letto prima, cari trentenni. Ma, se non lo avete letto, non c’è dubbio alcuno che lo dovreste leggere.  Molte sono le ragioni che potrebbero portarvi sulle pagine di Guerra e Pace: uno straordinario affresco  della Russia durante il traumatico evento del le campagne napoleoniche, Evento che ha inciso profondamente nella coscienza collettiva russa, l' ha segnata.  Lo consiglieremmo innanzitutto perché i veri protagonisti di queste pagine sono persone come voi: Andrej, Pierre, Nicolaj, non sono persone che vivono esattamente una Bildung, una formazione; piuttosto cercano, in analogia con le persone di trent’anni di oggi, di trovare il loro posto nel mondo; di mediare nel modo più plausibile fra l’immagine che hanno di se stessi e, ancora una volta, la realtà con cui devono fare i conti. Così fa Andrej, il cui paradigma è l’immagine della gloria epica conquistata attraverso la guerra;  così fa Pierre che, in una calma notte  del 1811, osserva con intensità e meraviglia la bellissima Grande Cometa splendere nel cielo di Pietroburgo;  e infine Nicolaj, che lungo la storia trasforma il proprio animo irruento e trova la saggezza. Potremmo dire, insomma, che Guerra e Pace è provare a fissare un‘immagine complessa della storia per cercare di decifrare quella della propria felicità.

5. Le affinità elettive di  Wolfgang Goethe

Dopo aver riflettuto a lungo del vostro posto nel mondo, cari trentenni, come ultimo consiglio di lettura potremmo spostarci dalla sfera razionale dell’anima a quella emotiva, segnalandovi un classico assoluto che sembra essere la migliore delle indagini da proporvi sulla sfera affettiva.  Quando Goethe lo scrisse, probabilmente,  non aveva ancora sedimentato dentro di sé lo studio di un trattato di chimica del fisico svedese, Tobern Bergman, chiamato appunto De actrationibus electivis; e  infatti tutta la trama narrativa si intesse in modo impalpabile e potente al contempo della metafora alchemica e naturalistica degli elementi che si attraggono per descrivere la vita amorosa di quattro membri delle classi agiate nella Germania di fine Settecento. Oltre a essere un esempio miracoloso di equilibrio narrativo,  un paradigma incredibile di realismo psicologico e tragico (assai migliore de I dolori del giovane Werther, a parere di chi scrive) Le affinità elettive ci sembra il libro migliore per far da guida, nel modo del tutto particolare con cui possono farlo i romanzi, nel caos emotivo delle relazioni amorose, ancora caratteristiche dell’età di cui parliamo, i trent’anni. La dialettica tra responsabilità sociale e individuale, fra accesso della passione, capacità della ragione di mitigare le emozioni, è un esercizio quasi terapeutico per le contraddizioni cui ci espone la vita amorosa, fra la volontà di costruire una vita insieme, e il temperamento del lato focoso dell'anima.

Qui, 5 libri da leggere  quest'estate se avete 20 anni

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