
Quali sono le radici di una rivoluzione scientifica e sociale fondamentale per i diritti civili?
Torniamo indietro nel tempo, negli Stati Uniti degli anni '70, per raccontare la storia del dottor John Fryer, noto anche come "Dr. Anonymous". In un'epoca in cui dichiararsi omosessuali significava perdere tutto, anche il lavoro, Fryer decise di denunciare l'ipocrisia della psichiatria istituzionale salendo su un palco e dichiarando:
“Sono uno psichiatra e sono omosessuale”.
Queste parole sono state pronunciate dal palco del congresso dell'American Psychiatric Association (APA). Fryer si nascose dietro lo pseudonimo di Dr. Anonymous. Il suo volto era celato da una grossa maschera di gomma raffigurante il presidente Richard Nixon e la sua voce è alterata da un microfono distorcente. Questo camuffamento non era una provocazione teatrale, ma una necessità.
All'epoca, infatti, dichiararsi pubblicamente gay significa andare incontro alla rovina: la perdita immediata del lavoro, della reputazione. L‘omosessualità per decenni è stata considerata una vera e propria malattia mentale, inserita nei manuali diagnostici al pari di devianze come la pedofilia e la necrofilia.
Il dottor Fryer conosceva bene questa discriminazione, essendo stato espulso dal suo programma di specializzazione in psichiatria all'Università della Pennsylvania esclusivamente a causa del suo orientamento sessuale. Quella mattina, davanti a centinaia di colleghi, scelse di dire la verità, seppur in incognito. Per comprendere l'enormità e il coraggio del suo gesto, è necessario fare un passo indietro.
Nel 1952, l'APA pubblica la prima edizione del Manuale Diagnostico dei Disturbi Mentali, nel quale l'omosessualità viene inserita e classificata come un disturbo sociopatico della personalità. Nel 1968 viene spostata nella categoria delle deviazioni sessuali, in una lista che include il feticismo, la necrofilia e la pedofilia. Il cambiamento non avvenne spontaneamente, ma richiese anni di faticose lotte dal basso. Già nel 1970 le proteste degli attivisti iniziarono a esplodere proprio durante i congressi dell'APA.
È in questo clima di tensione che si inserisce l'intervento mascherato del dottor Fryer nel 1972, una vera scintilla per l'intero movimento. Il contraccolpo è così forte che l'anno successivo, nel 1973, l'APA vota finalmente per rimuovere l'omosessualità dal manuale delle malattie mentali.
L'assurdità della situazione precedente diventa subito evidente: dal giorno alla notte, ventimila americani che hanno una pesante diagnosi psichiatrica "guariscono" istantaneamente, senza aver mai cambiato assolutamente nulla di sé stessi. Tuttavia, il traguardo definitivo e globale arriva molto più tardi. L'etichetta di "malati" viene cancellata a livello mondiale solo il 17 maggio 1990, quando l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) depenna ufficialmente l'omosessualità dal proprio elenco, definendola per la prima volta "una variante naturale del comportamento umano".
Se è vero che trentasei anni fa la scienza ha smesso di definire malate le persone omosessuali, la realtà di oggi ci ricorda prepotentemente che la lotta è tutt'altro che finita. Attualmente, in oltre 60 Paesi del mondo essere gay è ancora considerato un reato, e in sette di questi è perfino prevista la pena di morte. Rimane inoltre la terribile piaga delle terapie di conversione, praticate anche a poche ore di volo da noi: sedute psicologiche forzate, preghiere, elettroshock e internamenti. Si tratta di torture mirate a "correggere" un aspetto della persona che non ha alcun bisogno di essere corretto, e che finiscono solo per distruggere chi le subisce senza portare ad alcuna reale "guarigione".
Il dottor Fryer si è dovuto mettere una maschera di gomma per poter semplicemente esistere. Ancora oggi, milioni di persone nel mondo sono costrette a rimanere nascoste nell'ombra. La storia dell'omosessualità non è la cronaca di una malattia, ma la narrazione della faticosa lotta di chi rivendica il sacrosanto diritto di essere visto come "normale". Quella iniziata da Dr. Anonymous è una piccola battaglia vinta, all'interno di una rivoluzione vitale ma ancora incompleta.