Si può raccontare la storia del Paese raccontando la storia del ciclismo, ma ancor di più si può raccontarne l'anima. Soprattutto mettendo letteralmente in scena sulla pagina una delle icone più importanti che il Paese e lo sport della bici hanno mai espresso. In effetti, Fausto Coppi, il Campionissimo, è l'icona giusta per sondare gli umori di un popolo, le sue qualità, i suoi difetti, le asperità che ne hanno reso la sua figura leggendaria. Quella del più grande ciclista italiano di sempre, forse tra i più grandi di tutte le epoche: tutto sta in "Coppi per sempre" (Gribaudo editore)

È su un catalogo fotografico e di immagini immenso (ben 1000) che si innesta la scrittura di una grande personalità del giornalismo sportivo italiano, Auro Bulbarelli, che assume su di sé il rischio e l'onore di raccontare le gesta del grande ciclista, facendone rivivere la figura carismatica, in un vero e proprio viaggio con centinaia di fotografie d’epoca, testimonianze e un testo che ripercorre le tappe fondamentali della vita e della storia di una vera icona dello sport mondiale. Una ricerca appassionata, una vera e propria missione di archeologia.

Storia che si accinge a essere raccontata, tramite la poderosa opera edita da Gribaudo, con la prefazione di Eddy Merckx, per festeggiare nel 2019 in arrivo il centenario di Fausto Coppi. Splendide foto, accompagnati da testi che le raccontano in controluce, un vero e proprio testo autoriale pensato per appassionati di ciclismo e di sport. Di quello sport dove gli eroi si sporcavano nel fango delle loro imprese e di lì si facevano interpreti di un Paese tutto da costruire (e da ricostruire). In fondo, conoscere Coppi è conoscere l'Italia. Con il suo Giro che nel 2019 celebrerà il suo eroe mai fuori tempo massimo.