Doveva essere il culmine di un momento di gioia collettiva con la processino e il trasporto delle reliquie della Santa Patrona della città, ma il finale della Festa di Sant'agata a Catania si è trasformato in un caso. Dopo proteste, insulti e minacce a causa della scelta di non far compiere al fercolo con l'attesa salita di via di Sangiuliano, per orride della Prefettura etnea, al parroco della cattedrale di Catania, monsignor Barbaro Scionti, e al capovara del fercolo di Sant'Agata, Claudio Consoli, è stata assegnata anche una scorta. I due da ora in poi per i loro spostamenti esterni avranno la vigilanza degli uomini della  questura. Del resto quanto si è consumato nel bel mezzo della festa era stato già giudicato molto grave dallo stesso parroco. "Sant'Agata non è ostaggio di alcuno. I devoti di Sant'Agata sono per Sant'Agata. Cari delinquenti, perché di questo si tratta, siete soli e isolati. Ora fate silenzio perché dobbiamo pregare" aveva tuonato mercoledì monsignor Barbaro Scionti proprio davanti alla Cattedrale

Tutto era iniziato poco prima quando l'eccessiva presenza di persone intente a tirare i cordoni aveva spinto gli organizzatori a bloccare la processione per motivi di sicurezza. Nonostante gli inviti a farsi da parte, però, nessuno aveva fatto un passo indietro così era arrivata la decisione finale di staccare i cordoni e di proseguire con le reliquie della santa attraverso una strada alternativa, senza fare la tradizionale salita lungo la quale attendevano migliaia di fedeli. Durante il tragitto di ritorno verso la cattedrale infine gli insulti e le minacce anche gravi verso monsignore e capovara del fercolo. "Scionti e Consoli sono sereni e si preparano come sempre in spirito di servizio all'Ottava della Festa, confidando nell'intercessione di Sant'Agata e nel cuore buono dei devoti; una serenità che viene dall'aver vissuto i giorni agatini con azioni e parole alla luce del sole" hanoa spiegato dall'ufficio stampa della cattedrale di Catania