È giorno di lutto oggi a Casteldaccia, il paesino siciliano sconvolto dalla immane tragedia che ha visto distrutte due intere famiglie, nove persone letteralmente travolte dalla piena di acqua e fango del fiume Milicia mentre festeggiavano in una casa presa  in affitto che in realtà non doveva neppure esserci  perché costruita abusivamente. Oggi infatti è il giorno dei funerali per le nove vittime della tragedia della villetta di contrada Cavallaro, al confine con Altavilla, nel Palermitano. Così come hanno chiesto i familiari, tra cui i due capifamiglia scampati al dramma, per l'ultimo saluto ai congiunti la funzione religiosa sarà celebrata nella cattedrale di Palermo nella mattinata di martedì alle 11. L'arcivescovo di Palermo, Corrado Lorefice, si è detto "sconvolto e rattristato" per quanto accaduto e ha invitato tutti a dare una mano. Il sindaco del capoluogo siciliano, Leoluca Orlando, così come quello di Casteldaccia hanno proclamato il lutto cittadino e disposto che le bandiere negli edifici comunali restino a mezz'asta.

Intanto ieri le salme sono state trasportate dalla camera mortuaria del Policlinico alla parrocchia Madonna di Lourdes in piazza Ingastone a Palermo dove è stata allestita la camera ardente. Lì in migliaia nelle ultime ore hanno voluto tributare il loro omaggio portando un fiore  o offrendo una preghiera alle vittime: la 32enne Stefania Catanzaro, il figlio 15enne Federico Giordano e la figlioletta Rachele di appena un anno, i nonni dei piccoli Antonino e Matilde, la 32enne Monia Giordano con il figlio di tre anni Francesco Rughoo, Marco Giordano e la nonna di Francesco, la 65enne Nunzia Flamia.

Per ore le bare sono  state vegliate dai due padri sopravvissuti, Luca Rughoo, che è scampato al dramma perché era andato a comprare dei dolci con la figlioletta Emanuela e la nipotina Asia, e Giuseppe Giordano, che ha visto la tragedia davanti ai suoi occhi ed è rimasto per ore aggrappato ad un albero in attesa dei soccorsi senza poter fare nulla per salvare la sua famiglia. Su ognuna delle bare  scure la fotografia della vittima. Unica eccezione quella della piccola Rachele Giordano di appena un anno, rimasta aperta con dentro a farle compagnia Minnie, il suo peluche preferito.