Anche se in alcuni Paesi da tempo è stata liberalizzata, in alcuni casi persino per uso ricreativo, la Cannabis a livello internazionale è ancora ufficialmente riconosciuta come un sostanza stupefacente con tutte le conseguenze del caso. Per questo fa scalpore che per la prima volta l’Organizzazione Mondiale della Sanità in questi giorni ha chiesto all'Onu la rimozione della cannabis dalla lista delle sostanze più pericolose. La raccomandazione, giunta al segretario generale delle Nazioni Unite António Guterres sotto forma di lettera, è stata firmata dal direttore generale dell'OMS, il dott. Tedros Adhanom Ghebreyesus, ma non è stata resa pubblica. A rivelarne il contenuto sono state alcune organizzazioni che da anni si battono sul tema.

Al momento ovviamente ancora non c'è nessuna decisione definitiva ma le raccomandazioni dell'Oms sembrano ora un passo fondamentale verso un nuovo inquadramento della cannabis a livello internazionale. Nel dettaglio, nel documento l’istituzione raccomanda la rimozione della sostanza dalla tabella IV della convenzione unica sugli stupefacenti del 1961 e l’inserimento nella tabella III della stessa convenzione, quella delle sostanze a basso rischio. Un parere analogo era stato espresso anche negli Stati Uniti dalla Food and Drug Administration che però aveva fatto riferimento proprio alla convenzione ONU del 1961 come ostacolato a una riforma. Per questo l'adozione delle raccomandazioni dell'OMS potrebbe aprire le porte a ulteriori riforme sia in Usa che nel resto del mondo.

La notizia ovviamente è stata accolta con giubilo dalle varie organizzazioni che da tempo danno battaglia sulla legalizzazione della cannabis anche se i pareri sulla sua reale portata sono contrastanti. C'e chi vede in questo passo dell'Oms un passo decisivo e chi invece sottolinea come ci sia solo uno spostamento di tabelle e non una cancellazione del nome della sostanza da quelle pericolose. In pratica il risultato sarebbe più politico che pratico perché la legalizzazione per ragioni non mediche violerebbe ancora tecnicamente le convenzioni internazionali.