Violenza in corsia, nel 2025 aumentano le vittime delle aggressioni tra medici e infermieri: più colpite le donne

Aumentano i numeri delle persone aggredite nell'ambito sanitario. Nel 2025 sono state registrate quasi 18mila segnalazioni di aggressione che hanno coinvolto complessivamente circa 23mila operatori sanitari. I due dati non vanno confusi: una singola aggressione può interessare più persone e per questo il dato delle vittime è in aumento rispetto agli scorsi anni, anche se i numeri relativi alle segnalazioni hanno subito un leggero calo dal 2024, come evidenzia la relazione annuale dell’Osservatorio nazionale sulla sicurezza degli esercenti le professioni sanitarie pubblicata dal Ministero della Salute.
Nel 2024, le segnalazioni erano state 18.392 a fronte delle 18mila del 2025 che però hanno interessato circa 23mila persone. Gli aggressori sono prevalentemente pazienti e seguono i loro familiari e/o caregiver. Anche nel 2025 è stata registrata una netta prevalenza di aggressioni verbali rispetto a quelle fisiche. Maggiormente colpite le operatrici sanitarie rispetto ai colleghi di sesso maschile.
Gli episodi di violenza fisica o verbale riguardano principalmente il personale infermieristico per il 55%. Seguono i medici (16%) e gli operatori socio-sanitari (11%). Una parte delle segnalazioni (il 12%) riguarda altre categorie professionali come dipendenti non sanitari e operatori nei front office insieme a vigilanti e soccorritori.
La maggior parte delle aggressioni registrate si verifica in ambito ospedaliero: pronto soccorso, servizi psichiatrici di diagnosi e cura e le aree di degenza sono i luoghi più critici. Rispetto allo scorso anno restano invece stabili le segnalazioni negli istituti penitenziari (428 contro 433 del 2024).
Fanpage.it raccoglie le storie di lavoratori nell'ambito sanitario vittime di violenze verbali o fisiche. Pubblichiamo le testimonianze per raccontare le sfide che devono affrontare ogni giorno gli operatori sanitari. Se anche tu hai una storia simile, raccoltala qui.