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12 Aprile 2021
09:16

Verona, prof fa bendare una studentessa durante interrogazione in Dad. Gli studenti: “Ora basta”

Un’insegnante di tedesco di un liceo del centro di Verona ha chiesto a una studentessa di bendarsi durante un’interrogazione in Dad perché sospettava che stesse consultando le risposte sullo smartphone. La Rete degli Studenti: “Non è tollerabile che la didattica a distanza, già di per sé un sistema fallace, diventi un pretesto per attuare misure repressive”.
A cura di Davide Falcioni
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Un'insegnante di tedesco di un liceo del centro di Verona ha chiesto a una studentessa di bendarsi durante un'interrogazione in Dad. È accaduto alla fine di marzo, all'indomani di uno sciopero dei ragazzi proprio contro il ricorso alla didattica a distanza, indetto per chiedere di poter tornare, in piena sicurezza, in classe. A quello sciopero aveva partecipato anche una studentessa di secondo liceo che il giorno successivo viene chiamata dalla professoressa a rispondere a delle domande, naturalmente davanti al monitor del pc: la giovane se la cava bene, forse fin troppo per l'insegnante che, insospettita, si convince che la sua alunna stia barando, magari sbirciando le risposte alle sue domande su un libro o sullo smartphone.

Così prende un'insolita decisione e chiede alla studentessa di bendarsi gli occhi e di continuare, così, a rispondere alle sue domande: la ragazza obbedisce. Prende una sciarpa e si copre gli occhi, continuando la prova alla cieca sotto lo sguardo sorpreso e imbarazzato dei suoi compagni di classe che seguono la lezione da casa. La notizia si diffonde velocemente in chat tra gli studenti e presto arriva anche ai genitori, suscitando perplessità e indignazione. L’associazione studentesca Rete degli Studenti si esprime pubblicamente contro l’accaduto, e tramite Camilla Velotta, già presidente della consulta provinciale, dichiara che "non è tollerabile che la didattica a distanza, già di per sé un sistema fallace, diventi un pretesto per attuare misure repressive e violente nei confronti degli studenti. Offriamo piena solidarietà alla studentessa e chiediamo che vengano presi seri provvedimenti nei confronti di chi, come la docente di questo episodio imbarazzante, instaura un clima di angoscia durante le lezioni, invece di renderle un momento utile e formativo per gli studenti". A quanto pare non si sarebbe trattato di un caso isolato ma episodi simili sarebbero accaduti di frequente e la stessa scuola, tramite una segnalazione interna partita sempre dagli studenti, si è già attivata. "Mi hanno riferito – ha confermato il dirigente del liceo – e stiamo accertando quanto accaduto. Se ci sono conferme, risponderemo di conseguenza".

Anche l'Ufficio scolastico regionale del Veneto ha avviato accertamenti sulla vicenda. "Individuato l'istituto – si legge in una nota – la direttrice scolastica Carmela Palumbo ha contattato il dirigente che ha sentito i ragazzi e i docenti, per ricostruire l'accaduto ed eventualmente prendere provvedimenti. ‘In questo momento – ha detto Palumbo all'ANSA – non possiamo esprimere giudizi su un episodio che pare un eccesso di zelo che ha portato a un comportamento discutibile, scaturito dalla difficoltà a gestire in dad la situazione delle verifiche'".

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