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3 Settembre 2021
16:03

Vedovo, padre e nonno ordinato sacerdote: la storia di Don Giovanni Lattuca

È la storia di Don Giovanni Lattuca, vedovo, padre e nonno ordinato sacerdote nelle scorse settimane, a 66 anni, dal vescovo di Cassano all’Jonio, in Calabria. Ti esorto a vivere con gioia la triplice fedeltà a Cristo e alla Chiesa, al presbiterio e alla tua famiglia. Rimani sempre nell’amore di Cristo” ha sottolineato il vescovo nel corso dell’omelia per l’ordinazione.
A cura di Antonio Palma
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La fede è rimasta sempre nel suo cuore e quella voglia di dedicarsi completamente a Dio lo aveva accompagnato fin dall’adolescenza, quando aveva tentato anche la strada del seminario, ma forse nemmeno lui pensava che un giorno avrebbe coronato il suo sogno di diventare sacerdote visto che la vita lo aveva condotto in tutt’altra direzione. È la storia di Don Giovanni Lattuca, vedovo, padre e nonno ordinato sacerdote nelle scorse settimane, a 66 anni, dal vescovo di Cassano all’Jonio, Francesco Savino.

Originario della Sicilia, dove è nato in provincia di Agrigento, Giovanni Lattuca è diventato poi calabrese di adozione e attualmente risiede nel Comune di Montegiordano, in provincia di Cosenza. Nell’Isola ha trascorso tutta l’adolescenza durante la quale aveva anche deciso di entrare nel seminario di Palermo. Una scelta forse prematura che lo spinse poco dopo a fare un passo indietro e a seguire la vita lontano dalla Sicilia. Dopo il diploma da ragioniere, infatti, vinse il concorso per capostazione che lo ha portato in Calabria dove ha lavorato per 38 anni nelle ferrovie dello Stato e ha conosciuto la donna della sua vita, Rita. Un lungo matrimonio coronato dalla nascita di due figlie e concluso solo nel 2013 a causa di un tumore che ha colpito la donna.

Nozze e una vita familiare che non ha impedito a Don Giovanni Lattuca di vivere la sua fede visto che si è impegnato sempre in parrocchia, nel gruppo di preghiera di Padre Pio e come catechista, infine anche la gioia del diaconato permanente. Poi la scelta di diventare sacerdote dopo la dolorosa scomparsa della moglie. “La sua perdita, umanamente parlando, aveva lasciato un grande vuoto; ringraziando sempre Dio che mia ha dato la forza a me e alle mie figlie di ritrovare la strada del giusto cammino, del giusto equilibrio per non cadere nella disperazione e nella depressione” ha raccontato il neo sacerdote al quotidiano Avvenire.

“La vita è tutto un cammino di trasfigurazione, e tu, caro Giovanni, che oggi all’età di sessantasei anni diventi presbitero, comprendi bene il senso della metamorfosi della tua esistenza. Ti esorto a vivere con gioia la triplice fedeltà a Cristo e alla Chiesa, al presbiterio e alla tua famiglia. Rimani sempre nell’amore di Cristo” ha sottolineato il vescovo nel corso dell’omelia per l’ordinazione di don Giovanni nella Cattedrale, nel giorno dedicato alla Trasfigurazione, il 6 agosto .

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