Valanga in Alto Adige, operazione di soccorso a Racines: “Due morti e cinque feriti, tre sono gravi”

È di due morti, tre feriti gravi e due lievi il bilancio definitivo della valanga staccatasi sul Tallone Grande, a Racines, in val Ridanna (Alto Adige). Lo comunica la Centrale di emergenza di Bolzano.
La slavina ha coinvolto complessivamente 25 scialpinisti, che in quel momento si trovavano sul pendio. La maggior parte fortunatamente è stata però solo sfiorata dalle masse nevose.
Sul posto sono giunti con sei elicotteri gli uomini del soccorso alpino Cnsas, Alpenverein e Guardia di finanza, con delle unità cinofile, come anche i Vigili del fuoco della zona.

L'allarme è scattato nella mattinata di oggi, sabato 21 marzo, alle 11.40. Le persone coinvolte erano tutte munite di Artva, il dispositivo di localizzazione fondamentale per trovare i dispersi sotto la neve. L'incidente è avvenuto a una quota di oltre 2.400 metri.
Sono stati allertati gli ospedali di Bolzano, Merano, Bressanone e di Innsbruck in Austria. È stata verificata la disponibilità di letti in terapia intensiva e di trattamenti Ecmo, ovvero di supporto vitale extracorporeo.

Solo pochi giorni fa, il 12 marzo, l'Alto Adige aveva ricordato il decimo anniversario della maxi-valanga di Monte Nevoso, sopra Riva di Tures. Furono sei le vittime della più grave disgrazia sulle montagne altoatesine degli ultimi decenni.
Tra le vittime ci fu un ragazzo di 16 anni, inghiottito dalla valanga davanti agli occhi del papà, una giovane infermiera, un alpinista molto esperto, che aveva scalato addirittura il Manaslu, e il direttore generale della Camera di Commercio del land austriaco Tirolo.
"La prevenzione nel caso di rischio valanghe consiste innanzitutto nel conoscere quali sono le aree dove i fenomeni si verificano", si legge sul sito della Protezione Civile.
Le valanghe, infatti, si hanno quasi sempre negli stessi luoghi: aree di alta montagna con terreni rocciosi nudi, tra i 2.000 e i 3.000 metri prive per lo più di copertura vegetale.
Si legge ancora: "È importante evitare le aree a rischio nei periodi in cui si prevedono i distacchi, frequenti all’inizio della primavera quando l’innalzamento delle temperature può essere tale da provocare lo scioglimento repentino delle masse nevose".