Sono 53 le persone finite nel fascicolo della Procura di Bari, che indaga sui cosiddetti furbetti del vaccino. Un elenco lungo di soggetti che hanno "saltato la fila", ricevendo la dose del siero in anticipo rispetto a quanto previsto dal piano vaccinale del governo, tra cui configurano gli imprenditori Domenico De Bartolomeo, ex presidente di Confindustria Puglia, il fratello Luigi e Nicola Canonico. Nella lista degli indagati c'è anche il sindaco di Noicattaro, Raimondo Innamorato, del Movimento 5 Stelle.  A coloro a cui il pm Baldo Pisani, insieme al procuratore Roberto Rossi e all'aggiunto Alessio Coccioli, ha
fatto notificare un invito a rendere interrogatorio come persona indagata, vengono contestati i reati di violazione del piano vaccinale nazionale che stabiliva l'ordine di priorità della categoria di cittadini da vaccinare, di false dichiarazioni sulla identità, di truffa aggravata ai danni del Sistema sanitario nazionale e di falso ideologico.

Le persone indagate sarebbero state vaccinate nella prima fase della campagna, pur non rientrando tra le categorie prioritarie individuate dal governo, cioè personale sanitario, ospiti e dipendenti di Rsa e over 80. Raimondo Innamorato, sindaco pentastellato di Noicattaro, è intervenuto sui proprio canali social, sottolineando: "Ho appreso di essere coinvolto nell'indagine sui "vaccinati fuori lista". Il 30 aprile sarò ascoltato per rendere formalmente la mia posizione, già ampiamente rappresentata pubblicamente nei mesi scorsi. Avevo personalmente auspicato di avere la possibilità di chiarire il prima possibile la mia assoluta buona fede e serenità d'animo in questa vicenda. Fare chiarezza servirà a mettere la parola fine a questa vicenda e a ribadire la mia estraneità alle accuse che mi sono state rivolte in questi mesi".

I fratelli De Bartolomeo, Canonico e il sindaco Innamorato sono convocati per rendere interrogatorio insieme con altri 23 indagati il 30 aprile, come riporta l'Ansa. Altre 26 persone saranno sentite dagli inquirenti baresi il 10 maggio. Tra i 53 indagati ci sarebbero cittadini residenti tra Bari e Altamura, che nelle prime settimane della campagna vaccinale, a inizio febbraio, sarebbero stati vaccinati come operatori sanitari pur non essendolo.