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Conflitto in Ucraina
4 Agosto 2022
16:25

Ucraina, generale Tricarico: “Himars hanno stabilizzato situazione, altre armi solo per finire guerra”

Il generale Tricarico: “Era ed è doveroso dare agli ucraini tutto ciò di cui hanno bisogno, ma questo dovrebbe essere finalizzato a un negoziato e non certo a un’estensione della durata del conflitto”.
Intervista a Leonardo Tricarico
Ex Capo di Stato Maggiore dell'Aeronautica Militare.
A cura di Davide Falcioni
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Conflitto in Ucraina

"Gli Stati Uniti stanno partecipando in modo diretto – e non più come ‘semplici alleati' di Kiev – alla guerra in Ucraina".

A formulare l'accusa, per la prima volta in modo esplicito, è stato il tenente generale Igor Konashenkov, portavoce del ministero della Difesa di Mosca, secondo cui gli USA stanno fornendo le coordinate degli obiettivi per l'artiglieria Himars di fabbricazione americana ma utilizzata dalle forze di Kiev. Konashenkov ha affermato che le chiamate intercettate tra funzionari ucraini hanno rivelato il collegamento tra ufficiali statunitensi e colleghi ucraini.

Non si è fatta attendere la replica di un portavoce del Pentagono, riferita dalla Bbc. Il funzionario alla difesa americano ha ammesso di aver fornito agli ucraini "informazioni dettagliate e urgenti per aiutarli a comprendere le minacce che devono affrontare e difendere il loro paese dall'aggressione russa". Ma Konashenkov ha replicato: "È l'amministrazione Biden che è direttamente responsabile di tutti gli attacchi missilistici approvati da Kiev contro aree residenziali e infrastrutture civili negli insediamenti del Donbass e in altre regioni che hanno causato la morte di massa di civili".

Senza dubbio l'arrivo degli Himars sul campo di battaglia sta riequilibrando i rapporti di forza tra Russia e Ucraina. Ma qual'è il ruolo degli USA? E quanto deve stupire? Fanpage.it ha interpellato il generale Leonardo Tricarico, ex Capo di Stato Maggiore dell'Aeronautica.

Generale Leonardo Tricarico
Generale Leonardo Tricarico

Generale, quanto è importante il ruolo degli Stati Uniti in questa fase della guerra?

La fornitura dei sistemi Himars da parte degli Stati Uniti non avrebbe alcun senso se non fosse accompagnata da un'intelligence che consenta di individuare con assoluta precisione metrica la posizione degli obiettivi, da inserire poi nelle coordinate del sistema di guida.

Perché sono così importanti questi lanciarazzi?

Gli High Mobility Artillery Rocket System sono caratterizzati da una precisione impressionante ed è questa la loro caratteristica dirimente rispetto a tutti gli altri armamenti di artiglieria che abbiamo visto sullo scenario di guerra russo-ucraino. C'è però un elemento da considerare con attenzione: non avrebbe alcun senso usare questi sistemi se non avessimo un'intelligence accurata in grado di fornire coordinate precise. Quindi gli Himars più l'intelligence rappresentano un'arma letale estremamente problematica per i contingenti militari russi, che dal canto loro il più delle volte colpiscono a caso, con grande grossolanità. Ecco, gli Himars sono ben altro. Sono cecchini d'artiglieria.

Quindi gli Stati Uniti hanno un ruolo in questa guerra?

Chi si stupisce che gli USA abbiano un ruolo attivo o è un ingenuo o è in malafede e non sa come si conducono attività militari come quelle in Ucraina. È chiaro, e non stato mai sottolineato abbastanza, che il prodotto più pregiato che si possa fornire agli ucraini è l'intelligence, in particolare tutte le informazioni sulla dislocazione degli obiettivi. Questo materiale possono fornirlo non solo gli Stati Uniti, ma anche gli italiani. Una volta riconosciuti gli ucraini come destinatari legittimi di queste informazioni il problema è semplicemente procedurale e organizzativo. Insomma, niente di nuovo sotto il sole, non c'è da scandalizzarsi. Non c'è stato nessun salto di qualità.

Un lanciarazzi Himars consegnato dagli Stati Uniti
Un lanciarazzi Himars consegnato dagli Stati Uniti

Ma la fornitura di queste efficientissime armi americane avvicina o allontana russi e ucraini da un negoziato?

Nonostante abbia molta esperienza in merito non posso che rispondere "a sensazione". Mi parrebbe che in questo momento la Russia possa essere più ben disposta a un cessate il fuoco per motivi di stanchezza e logoramento. Da parte ucraina non mi sembra di vedere uguale disponibilità.

L'accuseranno di essere filo-Putin…

Mi hanno già schedato, e quello che dico rischia di consolidare tale considerazione da parte ucraina. Pazienza, la mia sensazione adesso è questa. Di certo non c'è nessuno che voglia prendere in mano un'iniziativa che porti a una tregua, o che voglia sondare la disponibilità dei contendenti a un cessate il fuoco. Non parliamo di pace, sarebbe un parolone, ma bisognerebbe sedersi intorno a un tavolo e iniziare a discutere sul serio, avviando un  processo di distensione. Ci sarebbero anche condizioni positive affinché ciò avvenga.

Cosa intende?

La fornitura degli Himars a Kiev non ha rovesciato le forza in campo ma senza dubbio ha stabilizzato la situazione. Dal mio punto di vista era ed è doveroso dare agli ucraini tutto ciò di cui hanno bisogno, ma questo dovrebbe essere finalizzato a un negoziato e non certo a un'estensione della durata del conflitto. Se così fosse, se Russia e Ucraina dovessero dare evidenza di voler continuare ad oltranza, la politica degli aiuti militari andrebbe rivista e condizionata ad altri obiettivi. Finire la guerra.

Non c'è solo la guerra in Ucraina. La tensione è alle stelle anche tra Cina e Taiwan dopo la visita a Taipei di Nancy Pelosi. Come giudica questa mossa della Casa Bianca?

La tensione tra Cina e Taiwan è certamente molto più insidiosa di quella tra Russia e Ucraina, anche se non credo che le azioni di Pechino saranno simili a quelle di Mosca: siamo di fronte a un Paese che ha una storia, delle strategie e una cultura molto diverse. Tuttavia quella rimane un'area altamente critica nella quale non c'era nessun bisogno di provocazioni di nessun tipo, tantomeno di visite istituzionali statunitensi. L'arrivo di Pelosi a Taiwan è benzina sul fuoco. Ma il mondo ha bisogno di distensione.

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