"Salvava gli umani, gli stessi umani che lo hanno avvelenato", è lo straziante messaggio di Rinaldo Sidoli, responsabile comunicazione della onlus Animalisti Italiani  a cui è toccato il compito di informare che Kaos, il cane eroe del terremoto di Amatrice, Norcia e Campotosto è stato ucciso. L'esemplare di pastore tedesco, che era stato impegnato in prima linea negli scavi tra le macerie durante le operazioni di soccorso dopo il sisma del 2016, è stato trovato morto avvelenato nel giardino di casa sua in un paese vicino a L’Aquila. "Era un salvatore avvezzo a scavare tra macerie e inferno" ha sottolineato l’animalista, ricordando che "Kaos era stato determinante di recente nel ritrovamento di un uomo di Roio, di cui si erano perse le tracce

Il corpo senza vita del pastore tedesco che aveva solo tre anni è stato rinvenuto nel giardino di casa a Sant'Eusanio Forconese da Fabiano Ettore, il suo istruttore che ha lasciato un commosso ricordo su facebook. "Mi hanno tolto la cosa più preziosa, lo hanno tolto a una comunità intera. Ciao amico mio! Hai lasciato un vuoto incolmabile per mano di una persona meschina .. continua il tuo lavoro lassù continua a cercare dispersi, a salvare vite umane… Non provare odio per chi ti ha fatto ciò, anzi se un domani avrà bisogno aiutalo sii superiore e quanto ti guarderà negli occhi e vedrà che sei tu il suo Salvatore morirà lentamente da solo" ha scritto l'uomo condividendo il dolore per la morte di Kaos e aggiungendo: "Ne abbiamo viste tante … aiutati tanti e tanti non ci siamo riusciti… hai lavorato giorno e notte, quando è servito non ti sei mai risparmiato .. sei stato un amico fedele abbiamo condiviso e diviso casa.. divano .. tutto .. corri amico mio corri non ti fermare un giorno ci abbracceremo nuovamente"

"Chi ha posto fine alla sua vita in questa maniera è un criminale pericoloso che va fermato. Non ci daremo pace fino a quando non verrà fatta giustizia" ha avvertito Rinaldo Sidoli, annunciando una denuncia e richiesta al Governo per una legge che vieti la vendita e il commercio di veleni e fitofarmaci, se non con ricetta che renda rintracciabile chi li compra. "Credo che sia arrivato il momento che l’indignazione delle persone sensibili spinga il mondo politico a lavorare in maniera trasversale su una nuova proposta di legge che preveda pene più severe per chi maltratta e uccide gli animali. Non si devono più verificare casi come questo" ha concluso Sidoli.