Ucciso a scuola a La Spezia, Atif resta in carcere: il gip contesta l’omicidio aggravato dai futili motivi

Confermata la custodia cautelare in carcere per Zouhair Atif, il 19enne che venerdì scorso ha accoltellato un compagno di scuola, Abanoub Youssef, 18 anni, all'interno dell'istituto professionale "Domenico Chiodo" della Spezia.
È la decisione del giudice per le indagini preliminari, annunciata da Cesare Baldini, l'avvocato che difende il giovane che intorno alle 13 è uscito dal carcere della città ligure dove si è svolta l'udienza programmata per oggi, lunedì 19 gennaio.
"Ha detto di essersi sentito minacciato da questo ragazzo e nega assolutamente ci siano stati altri episodi di minacce da parte sua con un coltello in passato", ha detto il legale ai cronisti prima di tratteggiare un profilo psicologico del suo assistito.
"È una persona con un passato di grandi sofferenze, lasciato da solo in Marocco fino ai 15 anni, poi tornato prima del Covid e ritornato dopo la pandemia – ha detto Baldini -. Una persona che si sente isolata, con poche amicizie, in passato dedito ad autolesionismo".
Il legale del 19enne: "Ci sono spazi per una perizia psichiatrica"
"Tutto lascia pensare ci sia lo spazio per una perizia psichiatrica, ne parleremo con il pubblico ministero. – ha detto ancora – Per assurdo trovo che la misura cautelare in carcere sia oggi la soluzione che meglio possa difendere Zouhair da sé stesso"
Secondo quanto appreso, il giudice ha indicato il reato di omicidio aggravato dai futili motivi e non avrebbe ancora preso in considerazione l'aggravante della premeditazione a carico del 19enne, data dall'aver portato a scuola il coltello.
L'aggravante della premeditazione potrebbe essere applicata in un secondo momento. Intanto, si attende di sapere quando verrà disposta l'autopsia sul corpo della vittima e quando verrà eseguita. Solo dopo l'esecuzione dell'autopsia il corpo potrà essere restituito ai genitori che a quel punto potranno organizzare le esequie del ragazzo.
Il cugino della vittima: "Aba aiutava gli altri, dava priorità al prossimo"
"È stato un omicidio programmato, il killer è una persona matura che riesce a ragionare, l'unica pena che io ritengo sia giusta è l'ergastolo e se uscisse lo dovrebbero rimpatriare, con tutta la sua famiglia, come esempio", ha detto Kiru Attia, cugino di Aba Youssef.
Il giovane è stato intervistato dalla trasmissione Ore 14 in onda su Rai 2 e condotta da Milo Infante. "Aba cercava di aiutare gli altri, dava priorità al prossimo, cercava di aiutare in casa, gli dispiaceva che tutti lavorassero in famiglia e lui no e così ogni tanto nelle sue poche ore libere scendeva a fare il cameriere nel ristorante sotto casa", ha raccontato.
"Quando ho saputo quello che era successo ho pensato per prima cosa che un gesto del genere era molto prevedibile, poteva succedere a chiunque, dato il tipo di scuola che frequentava e dai soggetti che sono iscritti, tutti sapevano che all'interno dell'istituto c'erano queste problematiche. Per chiunque esce col coltello servono pene esemplari, anche se non uccidi".