Uccide la moglie e durante le indagini i Carabinieri lo trovano con una 15enne: condannato per violenza sessuale

È stato sorpreso dai Carabinieri mentre si trovava con una 15enne sul letto matrimoniale nella casa di San Sperate, a Cagliari, la stessa dove avrebbe ucciso la moglie. Questa è la ricostruzione che ha portato una nuova condanna per Igor Sollai, già condannato in primo grado per l'omicidio volontario di Francesca Deidda.
Sorpreso grazie alle microspie in casa
La minore sarebbe stata trovata senza scarpe e con indosso solo un paio di short e un top in casa del 43enne, la stessa che condivideva con la moglie trovata senza vita in un borsone abbandonato in strada solo pochi mesi prima. A tradirlo sarebbero state le intercettazioni ambientali degli inquirenti, realizzate grazie ad alcune microspie nascoste nella casa e nell'auto durante le indagini per il delitto della moglie.
All'inizio del 2025 Sollai è stato quindi indagato per violenza sessuale, e adesso è arrivata la condanna da parte del Tribunale di Cagliari: colpevole di abuso sulla minore, ma gli è stato attribuito il fatto di lieve entità. Dovrà scontare un anno e quattro mesi, e corrispondere diecimila euro complessivi di provvisionale alla parte civile.
Gli avvocati del 43enne, Laura Pirarba e Carlo Demurtas, all'ANSA hanno dichiarato di essere "moderatamente soddisfatti" e di "attendere le motivazioni della sentenza per valutare le ulteriori scelte difensive".
Il femminicidio di Francesca Deidda
La pena va ad aggiungersi all'ergastolo con un anno di isolamento diurno che Sollai aveva ricevuto in primo grado dalla Corte d’Assise di Cagliari per il femminicidio della moglie Francesca Deidda. Secondo le ricostruzioni, la donna sarebbe stata uccisa a martellate nella casa coniugale di San Sperate e nascosta in un borsone da palestra. I resti furono trovati il 18 luglio 2024 nella borsa abbandonata lungo la statale.
L'uomo, di professione autotrasportatore, per mesi aveva negato ogni responsabilità, per poi crollare in una lunga confessione notturna a novembre. Gli avvocati Pirarba e Demurtas avevano chiesto il riconoscimento delle attenuanti generiche e negato ogni forma di premeditazione. Le stesse istanze torneranno il prossimo 20 marzo davanti alla Corte d'assise d'appello di Cagliari per la prima udienza del processo di secondo grado.