Violazione di domicilio aggravata e violenza sessuale su minore. Queste le ipotesi di reato che hanno portato in carcere un uomo di 39 anni, operaio, di nazionalità polacca e residente a Forlì. Dovrà scontare una pena residua di un anno e 5 mesi, in esecuzione della sentenza emessa l'8 luglio scorso dal gip del Tribunale di Forlì, divenuta definitiva il 31 luglio 2020.

I fatti contestati risalgono alla notte di Capodanno quando il 29enne, intorno alle 2 e mezzo, completamente ubriaco (gli era stato riscontrato un tasso alcolemico di 2,6) si era introdotto in un condominio in cui in precedenza aveva abitato e qui, dopo avere forzato la porta d’ingresso, era entrato in un’abitazione dove stava dormendo una famiglia composta dai genitori e da tre figli, fra i quali un ragazzo di 15 anni affetto da autismo e non in grado di comunicare.

Svegliati da alcuni rumori, i genitori avevano scoperto l’uomo, nella camera da letto del figlio, in evidente stato di alterazione alcolica. Dopo aver forzato la porta d'ingresso dell'abitazione, il polacco si era introdotto nella camera da letto del giovane e, dopo essersi spogliato, si era messo sul letto del minore che era stato trovato dai genitori in stato confusionale nel bagno di casa, privo dei pantaloni del pigiama e degli slip. L'intruso indossava le mutande del ragazzino.

Il 15enne era stato quindi portato in pronto soccorso per verificarne le condizioni di salute e l'eventuale presenza di segni di violenza sessuale. Dopo la visita specialistica, era stato dimesso, non avendo riportato lesioni evidenti. La Polizia Scientifica ha repertato tracce biologiche riferibili al cittadino polacco sugli indumenti, sul lenzuolo e sul cuscino del minore.