Le indagini sulla sparatoria alla Questura di Trieste di venerdì scorso, nella quale sono rimasti uccisi i due agenti Pierluigi Rotta e Matteo Demenego, proseguono senza interruzione. Dopo che le forze dell'ordine hanno reso note le immagini del killer pochi istanti prima che aprisse il grilletto contro i due poliziotti e la sua fuga, arriva la notizia che gli inquirenti stanno seguendo anche un'altra pista, che porta fino in Germania. Alejandro Augusto Stephan Meran, il 29enne di origine dominicana fermato per l'omicidio dei due poliziotti, non è escluso che avesse dei legami con gruppi criminali tedeschi dopo essersi stabilizzato in Italia con la sua famiglia. Il ragazzo al momento si trova in carcere, piantonato 24 ore su 24 per evitare che possa commettere atti di autolesionismo. La Procura ha infatti deciso di rinforzare le misure di sicurezza, raggiungendo il massimo livello di guardia perché ritiene che l'uomo possa arrivare a tentare il suicidio.

Poliziotti uccisi a Trieste: la pista tedesca

Al vaglio degli investigatori c'è dunque il passato di Alejandro Augusto Stephan, nato in Repubblica Dominicana e arrivato con la madre in Italia nel 2005. Al momento della sparatoria era incensurato e non risultano cure psichiche a suo carico, nonostante i suoi familiari abbiano affermato più volte che il ragazzo "era un malato mentale". Ma l'attenzione degli investigatori è ora tutta rivolta alla Baviera, regione a sud della Germania, che il 29enne pare frequentasse spesso. Ci sarebbe, infatti, un uomo di nazionalità non tedesca, le cui generalità sono ancora sconosciute, con cui il dominicano aveva un rapporto particolarmente stretto e che quando Alejandro si recava in Germania andava a trovare. Si attendono anche conferme su eventuali episodi di violenza commessi dall'uomo in quel paese, comprovati da atti o documenti, anche perché al momento non ci sono riscontri, solo supposizioni. Gli inquirenti vogliono capire se ci possano esser anche legami con gruppi criminali di qualsiasi tipo. "Ancora non è chiaro, ma vogliamo definire il quadro: cerchiamo di cogliere eventuali legami con gruppi o situazioni criminali, sia in Italia che all'estero. Spaziamo dal narcotraffico ad altri tipi di circuiti criminali", ha detto il procuratore capo di Trieste Carlo Mastelloni, mentre la Procura ha presentato una serie di richieste di informazioni a Berlino.

Il video della sparatoria di Trieste: 15 colpi, poi la fuga del killer

Solo ieri la Polizia di Stato aveva diffuso le immagini della sparatoria riprese dalle telecamere di sorveglianza della Questura di Trieste. Erano le 16:56 di venerdì 4 ottobre quando Alejandro Augusto Stephan Meran uccide con ben 15 colpi di pistola gli agenti Pierluigi Rotta e Matteo Demenego. Il fratello del killer, che era con lui, si barrica nella stanza delle volanti dopo aver sentito esplodere i colpi. Nel filmato si vede chiaramente l'uomo che entra prima in una stanza che però si rivela un vicolo cieco e poi nei corridoi dell'edificio alla disperata ricerca di un via di fuga verso l'esterno del palazzo dove successivamente arriva correndo, sempre ripreso dalle telecamere. A questo punto spara ad altezza d'uomo verso alcune persone, probabilmente poliziotti in servizio, prima di aprire un porta e correre verso l'esterno, sempre arma in pugno. Sempre dal filmato ci si può rendere conto di quanto l'aggressore si senta a suo agio impugnando le armi, ben due. Addirittura un agente lo sente "scarrellare" per far finire il colpo in canna.

Oggi l'autopsia sui corpi degli agenti Rotta e Demenego

Intanto, sono state fissate per oggi, martedì 8 ottobre, le autopsie sui corpi di Pierluigi Rotta e Matteo Demenego, i due agenti di 34 e 31 anni morti nella sparatoria. Poi le salme saranno riconsegnate alle famiglie, che si prepareranno a dare loro l'ultimo saluto, ma la data e il luogo dei funerali è ancora top secret. La procura ha anche annunciato di voler chiedere una perizia psichiatrica per il killer.