Traffico illegale di smaltimento rifiuti tra Italia e Bulgaria, 6 arresti: il video degli affari da 300mila euro

Oggi 20 febbraio sei persone sono state arrestate perché facevano parte di un sodalizio criminale attivo nello smaltimento illegale di rifiuti speciali provenienti da un impianto della provincia di Brindisi: i rifiuti finivano in Bulgaria e in Grecia.
A cura di Giorgia Venturini
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Smantellato un sodalizio criminale attivo nello smaltimento illegale di rifiuti speciali non pericolosi provenienti da un impianto della provincia di Brindisi. L'obiettivo era il risparmio ma ora 6 persone sono finite in manette: oggi 20 febbraio 2026, nelle province di Brindisi, Bari, Salerno e Sofia (Bulgaria), i Carabinieri del Gruppo per la Tutela dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica di Napoli, unitamente ai Carabinieri dei Comandi Provinciali territorialmente competenti, hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare nei confronti di sei persone (4 in carcere e 2 ai domiciliari). Questi si dovranno difendere, a vario titolo, del reato di associazione a delinquere attività organizzata per il traffico illecito di rifiuti con l’aggravante della transnazionalità, spedizione illecita di rifiuti e gestione illecita di rifiuti.

Stando a quanto svelato dalle indagini, il gruppo criminale si impossessava di scarti provenienti dal trattamento dei rifiuti speciali/industriali, rifiuti tessili e frazione indifferenziata di RSU provenienti da un impianto della provincia di Brindisi per procedere con lo smaltimento illegale. Come spiegato in una nota dai carabinieri, si servivano di una società di intermediazione del settore. L'obiettivo era quello di ottenere profitto sul risparmio di spesa, derivante dalla mancata attivazione delle corrette procedure di gestione dei rifiuti. Tutto il materiale infatti, e si parla di migliaia di tonnellate, era diretto allo smaltimento in aziende della Bulgaria e Grecia, dove arrivava con un falso codice CER e avvalendosi di documentazione falsa. Per un profitto illecito di 300mila euro: per la stessa somma di denaro i militari hanno proceduto con il sequestro. Nel mirino dei carabinieri sono finite due società e 44 automezzi.

Ma che ruolo aveva la società di Brindisi? La società BRI Ecologica s.r.l. di Brindisi caricava i camion pieni di rifiuti da smaltire che si dirigevano poi verso il porto: qui "venivano imbarcati, con la compiacenza di spedizionieri, dipendenti di società colluse, con destinazione Grecia e Bulgaria", spiegano i carabinieri. E ancora: "Una volta giunti in loco i rifiuti, oggetto delle illecite spedizioni, invece di essere sottoposti alle previste e dichiarate attività di trattamento, erano stoccati e abbandonati all’interno di capannoni industriali dismessi". Questa attività illegale andava avanti dal 2020.

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