Aveva messo a disposizione della polizia il suo talento e la sua creatività, tanto che i suoi colleghi lo avevano battezzato "l'artista forense": Valter Capussotto, in pensione dal primo giugno dopo una vita trascorsa in polizia, uno dei massimi esperti nel campo della ricostruzione dei volti e delle comparazioni antropometriche, è morto a 60 anni a causa di complicazioni sopraggiunte dopo il ricovero in ospedale per Coronavirus.

A rivelarlo sui social sono stati i colleghi, che piangono "un Uomo, un Poliziotto, un Investigatore, un Artista Forense, ‘un non collega' – si legge – uno che fino all'ultimo giorno avrebbe fatto una notte o un ordine pubblico senza pensare al fatto che mancassero 15 giorni al compleanno e un mese alla pensione". Entrato in polizia nel 1981, dopo il diploma all'Accademia di Belli Arti di Torino, Capussotto è stato in servizio al Gabinetto Interregionale di Polizia Scientifica di Torino e nella sua carriera professionale ha permesso alle forze dell'ordine di conseguire importanti risultati. Grazie ai suoi identikit, per esempio, nel 2008 vennero identificati gli autori del colpo milionario alla Mondialpol di Biella. Sua è l'identificazione, dopo sette anni, delle ossa di Valter Reinero, il 37enne che nel 2002 si era allontanato da una struttura ospedaliera facendo perdere le proprie tracce fino al ritrovamento nel 2013 dei resti, rimasti sino a pochi mesi fa senza nome. C'è la firma di Capussotto anche sulla ricostruzione del volto della ‘Signora delle ninfee', la mummia custodita dal Museo paleontologico di Asti di una donna vissuta più di tremila anni fa.