Perdere la memoria con i termoscanner utilizzati per misurare la temperatura nei luoghi pubblici. Sembra una barzelletta, eppure c'è chi ci crede davvero: secondo un post di un'anonima infermiera australiana, l'utilizzo di questi strumenti danneggerebbero la ghiandola pineale, intaccando così la nostra memoria. Si tratta ovviamente dell'ennesima fake news con oggetto il Coronavirus. A confermarlo è il portale anti-bufale Dottoremaeveroche.it della Federazione nazionale dell'Ordine dei Medici.

Gli esperti di neuroscienze assicurano che i termometri ad infrarossi non emettono radiazioni ma catturano le lunghezze d'onda dal corpo per misurare la temperatura. "Ogni corpo emette delle radiazioni elettromagnetiche – sostiene la Federazione nazionale dell'Ordine dei Medici – e la quantità di radiazioni emesse è direttamente proporzionale alla temperatura del corpo elevata alla quarta. Di conseguenza, più un corpo è caldo e più radiazioni emette". Le onde emesse dai corpi, una volta convogliate su lenti ottiche, si convertono in un segnale elettrico poi tradotto in numeri attraverso un processore. Il tutto, insomma, non è assolutamente dannoso per la salute. La memoria dell'essere umano è al sicuro e così anche i neuroni: un'altra bufala più o meno nota aveva terrorizzato il web più indifeso con la tesi che i termoscanner potessero danneggiare i neuroni. La luce rossa emessa dal dispositivo non è insomma una carica di onde elettromagnetiche dannose ma semplicemente un indicatore per aiutare l'operatore a prendere correttamente la mira.

Per quanto riguarda la ghiandola pineale, i termometri a infrarossi non comportano alcun rischio. Questi termometri infatti non trasmettono onde nel corpo. C'è la sensazione che il dispositivo invii qualcosa che poi deve tornare indietro, ma non è così. Si tratta di un ricevitore di onde che l'essere umano trasmette per natura con il calore del proprio corpo.