Sulmona, donna chiusa in auto dal compagno che voleva ucciderla: salvata dai carabinieri fuori servizio
L'ennesimo femminicidio è stato evitato in extremis in Abruzzo, dove un uomo aveva già strutturato un piano ben preciso per eliminare la propria compagna, immobilizzandola e trasportandola nell'abitacolo della propria vettura verso un luogo isolato. A darne notizia è il quotidiano Il Centro, che ha ricostruito le indagini condotte dalla Procura e sfociate nell'arresto di un 55enne di Sulmona, ora recluso nel carcere di Pescara.
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, la drammatica sequenza ha avuto il suo culmine nel maggio del 2026 a Sulmona. L'uomo avrebbe costretto la compagna, una donna di 37 anni, a salire in auto per poi aggredirla brutalmente durante il tragitto. L'obiettivo dichiarato dall'aggressore era quello di condurla in una zona impervia ai piedi del monte Morrone, lontano da sguardi indiscreti. È stata la vittima stessa, soccorsa con evidenti lesioni al volto, a rivelare il terrore provato in quei minuti: "Voleva portarmi ai piedi del Morrone per uccidermi". Solo l'intervento provvidenziale di alcuni carabinieri liberi dal servizio, insospettiti dalla condotta di guida e dall'atteggiamento dell'uomo, ha interrotto l'escalation mortale prima del raggiungimento della destinazione isolata.
Un modus operandi che richiama da vicino il recente dramma di Lorena Isceri, la 45enne uccisa il 3 settembre in provincia di Firenze dopo essere stata rinchiusa nel bagagliaio dell'auto dall'ex compagno. A Sulmona, tuttavia, l'intervento dei militari ha evitato il peggio. Ciò nonostante, il calvario della donna non si è concluso con l'episodio abruzzese: dopo essersi allontanata per paura di ritorsioni, la 37enne è stata rintracciata e di nuovo aggredita a luglio in un'abitazione della provincia di Pescara, dove l'uomo le ha preteso con la forza una somma di denaro, aggiungendo così l'imputazione di tentata estorsione a quella di maltrattamenti in famiglia.
Il profilo dell'indagato rivela peraltro una pericolosa recidiva: già nel 2024 il 55enne era stato condannato a quattro anni di reclusione per aver vessato e picchiato la medesima vittima, costringendola persino ad acquistare sostanze stupefacenti per suo conto.