Continuano le indagini sul presunto stupro di gruppo in cui è coinvolto Ciro Grillo, figlio di Beppe, insieme ad altri 3 amici Francesco Corsiglia, Edoardo Capitta e Vittorio Lauria, tutti indagati nell'ambito dell'inchiesta condotta dalla Procura di Tempio Pausania. La violenza, stando a quanto denunciato dalla vittima, una studentessa italo-svedese di 19 anni residente a Milano, si sarebbe consumata nella casa del comico e fondatore del Movimento 5 Stelle a Porto Cervo, in Sardegna, lo scorso 16 luglio. Proprio nel residence privato della famiglia Grillo nella giornata di ieri c'è stato un blitz da parte dei carabinieri, che hanno effettuato una perquisizione per cercare di ricostruire quanto successo, filmando ogni passaggio, sulla base della versione fornita dalla vittima, per verificare la veridicità o meno del suo racconto,e facendo foto in alcuni ambiente, come la doccia, dove sarebbe avvenuto un rapporto tra la giovane e uno del quartetto di amici.

La studentessa 19enne sarebbe stata violentata dai 4 ragazzi, tutti di età compresa tra i 18 e 20 anni e provenienti da famiglie bene di Genova, lo scorso 16 luglio, dopo una serata trascorsa insieme al famoso locale Billionaire. A quel punto, la giovane avrebbe seguito i 4 amici nel residence in Costa Smeralda dove era stata invitata con un'amica per una spaghettata. Quest'ultima, però, si è addormentata per qualche drink di troppo, mentre lei – sempre secondo la denuncia, presentata a Milano dieci giorni dopo, il 26 luglio – è stata aggredita a turno da tre dei quattro senza riuscire a reagire. Versione, questa, che è stata respinta dai 4 ragazzi, i cui legali hanno sottolineato come i rapporti, seppur ripetuti, fossero sempre stati "consenzienti". Intanto, i magistrati hanno interrogato due giorni fa anche l'unica testimone del presunto stupro, l'amica della 19enne, la quale ha però confermato: "Mi sono addormentata e non mi sono accorta di niente".

Una svolta potrebbe arrivare dall'analisi dei video e delle chat recuperate sui telefoni dei 4 amici, incluso quello di Ciro Grillo, che sono stati già sequestrati dall'autorità giudiziaria. Continua, infatti, anche la caccia a video, foto e messaggi che confermino le accuse o scagionino gli indagati, dal momento che tutti si dichiarano innocenti.