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Strage di Crans-Montana in Svizzera

Strage Crans-Montana, Chiara e Achille non sono morti per le ustioni: “Sbagliato non fare autopsie in Svizzera”

Terminati all’Istituto di medicina legale i rilievi sulle salme di Chiara Costanzo e Achille Barosi, vittime della strage di Crans Montana. Il legale della famiglia Costanzo a Fanpage.it spiega cosa è emerso. Dalla Svizzera intanto arriva un no al commissario straordinario.
A cura di Chiara Daffini
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Chiara Costanzo e Achille Barosi
Chiara Costanzo e Achille Barosi
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Non sono stati calpestati, sono deceduti per asfissia in seguito all'inalazione di fumi tossici. È questa la prima verità emersa dall'analisi sulle salme dei due sedicenni milanesi Chiara Costanzo e Achille Barosi che hanno perso la vita nell'incendio divampato all'interno del locale Le Constellation, a Crans Montana (Svizzera) la notte di capodanno.

Le autopsie dei due giovani si sono tenute nella giornata di ieri, 22 gennaio, dopo i primi esami esterni svolti mercoledì, con tac e risonanze per accertare le dinamiche ante mortem. Le operazioni effettuate hanno riscontrato la presenza di fuliggine dal naso a faringe, laringe, esofago, fino ai polmoni. Scarse le ustioni sul corpo di Chiara Costanzo, più estese quelle di Achille Barosi, ma in entrambi i casi non sono state la causa del decesso. Dati, questi, che sembrerebbero confermare la localizzazione dei due ragazzi nel seminterrato del locale e non sull'unica scala verso l'uscita principale.

Nuove risposte arriveranno dagli esiti dei test tossicologici effettuati sulle salme dei due adolescenti, dai quali si potrà capire che tipo di agente è stato loro fatale. Le ipotesi messe in campo sono monossido di carbonio, se venissero riscontrate tracce di carbossiemoglobina nel sangue, e cianuri. Questi ultimi, se rilevati, sarebbero dovuti alle ingenti quantità di materiale plastico rilevate all'interno del locale Le Constellation.

Sull'esame autoptico si è espresso l'avvocato Vinicio Nardo, che insieme al collega Alfredo Zampogna assiste la famiglia di Chiara Costanzo: "L'autopsia non si fa solo se si sospetta un qualcosa di specifico – dice il legale a Fanpage.it -, è un atto dovuto, soprattutto in situazioni come questa, perché dà una serie di elementi che possono rivelarsi utili anche successivamente, a maggior ragione se ci sono indagini in corso. Per questo – aggiunge Nardo – mi sono permesso di criticare la mancata esecuzione di questo esame in Svizzera, non perché pensi che l'autopsia sia risolutiva, ma perché è il metro di un modo di condurre le indagini: se non fanno l'autopsia potrei sospettare che magari non svolgano neanche altri accertamenti importanti per ricostruire l'esatta dinamica dei fatti".

Jacques e Jessica Moretti
Jacques e Jessica Moretti

E proprio da Oltralpe arriva un nuovo comunicato da parte della procuratrice Beatrice Pilloud, che sta indagando sulla vicenda. La Procura della Repubblica, si apprende nella nota, ha respinto la richiesta di nomina di un procuratore straordinario, "non ritenendo presente alcuna motivazione oggettiva o giuridica che giustifichi tale nomina". L'inchiesta aperta in seguito all'incendio è per omicidio colposo, lesioni personali colpose e incendio doloso colposo: indagati, per ora, i proprietari del locale Le Constellation, Jacques e Jessica Moretti, il primo in stato di detenzione preventiva in carcere, ma con la possibilità di essere liberato su pagamento di una cauzione di circa 400mila franchi, la moglie senza misure detentive, ma con divieto di espatrio.

Entrambi, chiarisce il comunicato della Procura, sono stati ascoltati per oltre dieci ore ciascuno e hanno risposto a domande sia sulla loro situazione personale sia sulle circostanze della tragedia. "Ad oggi – è scritto nel documento – sono stati registrati circa 130 querelanti e parti civili, rappresentati da circa 50 avvocati. […] La Procura si riserva di estendere l'indagine a tutti i soggetti la cui responsabilità penale potrebbe essere riscontrata".

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