14 Giugno 2019
13:24

Si fingevano malati di talassemia per avere la pensione: 54 indagati a Palermo

Cinquantaquattro persone sono indagate per truffa ai danni dell’INPS a Palermo: grazie a falsi certificati medici ottenevano illecitamente una pensione. In realtà godevano di ottima salute.
A cura di Davide Falcioni

Si sono finti malati di talassemia con tanto di falsi certificati medici allo scopo di percepire una pensione: per questo 54 persone sono indagate a Palermo con l'accusa di truffa ai danni dell'INPS nell'ambito di un'operazione della Guardia di Finanza denominata Sanguisuga. Durante le indagini, coordinate dalla procura della Repubblica del capoluogo siciliano, gli uomini delle Fiamme Gialle del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Palermo hanno eseguito un provvedimento di sequestro "per equivalente" per oltre 1 milione di euro emesso dal gip nei confronti di 39 persone.

L'inchiesta ha preso il via dall'analisi dei flussi di spesa di enti pubblici risultati anomali, confermate dagli accertamenti interni degli ispettori dell'ente di previdenza nazionale. Le indagini hanno permesso di far emergere l'attività illecita nella quale sono rimaste coinvolte decine di uomini e donne residenti a Palermo e nel circondario che utilizzando certificati medici falsificati, hanno beneficiato di particolari indennità economiche spettanti a pazienti colpiti da gravi patologie del sangue (talassemia major, talassodrepanocitosi e drepanocitosi).

Grazie all'incrocio dei dati in possesso dell'assessorato della salute della Regione siciliana e degli ospedali palermitani, è stato possibile trovare i pazienti che non solo non risultavano iscritti nel "registro siciliano delle talassemie ed emoglobinopatie" ma godevano in verità di una salute di ferro. Il meccanismo della truffa era semplice e sovente grossolano. Era sufficiente infatti un certificato medico e timbri falsi. La documentazione veniva poi presenta all'ufficio Inps territorialmente competente.

L'interesse dei truffatori non era naturalmente  quello di accedere alle trasfusioni, a cui sono costrette le persone purtroppo realmente malate, bensì quello di ottenere l'indennità economica spettante per legge ai lavoratori affetti da talassemia che, raggiunti i requisiti anagrafici e di contribuzione, hanno diritto a un'indennità annuale pari alla pensione minima erogata dall'Inps. I beneficiari risultanti all'Inps sono 103 con un esborso di 1.624.882,00 euro. Le Fiamme Gialle hanno accertato, nei confronti di 54 soggetti, indebite percezioni per 1,4 milione di euro, mentre – in attività con la Guardia di Finanza – l'Inps ha avviato le procedure di recupero di parte delle somme illecitamente ottenute. Per 39 il gip ha disposto il sequestro preventivo per ciascun indagato. Tra le persone denunciate anche due dipendenti dell'istituto di previdenza, di cui uno attualmente in pensione con l'aggravante della violazione dei doveri inerenti a una pubblica funzione, che ha gestito le relative pratiche.

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